Domenico Manzo, ex calciatore della Ternana scomparso nel 2021: tre persone a processo
Sei anni senza risposte, ora il caso di Domenico Manzo arriva in tribunale. Il gup del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio, ha disposto il rinvio a giudizio di tre persone nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa dell’ex calciatore della Ternana e muratore, sparito l’8 gennaio 2021. La prima udienza è fissata per il 17 febbraio 2027: Romina Manzo, figlia dell’uomo, dovrà rispondere di favoreggiamento, mentre Loredana Scannelli e Alfonso Russo, all’epoca fidanzati, sono accusati di omicidio aggravato da motivi abbietti e occultamento di cadavere.
Domenico Manzo aveva 69 anni quando si persero le sue tracce. Nel suo passato c’era anche il calcio, con un’esperienza nella Ternana, prima di dedicarsi al lavoro da muratore a Prata Principato Ultra, in provincia di Avellino. Pensionato, separato e padre di due figli, Romina e Francesco, l’uomo scomparve dopo una serata che avrebbe dovuto essere dedicata ai festeggiamenti per il ventesimo compleanno della figlia.
La festa si svolgeva proprio nell’abitazione di Manzo, nonostante le restrizioni legate alla pandemia di Covid. La presenza degli amici di Romina aveva provocato una discussione tra padre e figlia. Dopo quella lite, l’uomo si allontanò da casa e da quel momento non fu più ritrovato. Una vicenda che nel corso degli anni ha attirato anche l’attenzione di diverse trasmissioni televisive, tra cui Chi l’ha visto?. Gli attuali imputati, nel corso delle apparizioni pubbliche, hanno sempre sostenuto la propria innocenza.
Il movente ipotizzato e le accuse
Secondo la ricostruzione della parte civile, rappresentata dalla sorella e dal fratello di Domenico Manzo, l’uomo sarebbe stato ucciso perché contrario alla relazione della figlia con Scannelli e Russo. Manzo, infatti, avrebbe accusato i due di sfruttare economicamente Romina, che aveva ricevuto un importante risarcimento in seguito a un incidente stradale. La giovane era stata costretta a trascorrere quattro mesi in terapia intensiva.
Al centro dell’inchiesta ci sono anche le dichiarazioni rese da Romina agli investigatori dopo la scomparsa del padre. L’accusa contesta alla donna alcune contraddizioni sugli orari e il fatto di non aver riferito immediatamente una frase che, secondo quanto ricostruito, Alfonso Russo le avrebbe detto già alle tre di notte: "È inutile continuare a cercarlo, tanto è morto e non si può fare più nulla".
La tesi degli inquirenti è che Manzo sia stato inseguito e ucciso da Russo e Scannelli. A sostegno dell’ipotesi investigativa vengono richiamati i filmati delle telecamere e i dati di geolocalizzazione dei telefoni cellulari. Secondo l’accusa, sarebbe stato Russo a occuparsi della scomparsa del corpo, sfruttando la propria conoscenza della rete di tombini e del sistema idrico e di depurazione, maturata attraverso il lavoro in un’azienda di smaltimento rifiuti.
Adesso sarà il processo a ricostruire quanto accaduto quella sera e a stabilire eventuali responsabilità. Dopo anni di mistero, la vicenda giudiziaria entra in una nuova fase, ma per il momento le accuse restano da accertare.






