Araujo è rinato: "Ho imparato che fermarsi in tempo è un atto di amor proprio"
Ronald Araujo ha sollevato la Supercoppa di Spagna con il Barcellona in Arabia Saudita lo scorso fine settimana, ma la sua vittoria più grande era già arrivata. Il difensore uruguaiano è tornato a vestire la maglia blaugrana dopo mesi difficili, segnati da un delicato percorso legato alla salute mentale che lo aveva tenuto lontano dal campo.
Il rientro, avvenuto a Gedda, è stato carico di significato. Araujo è sceso in campo tra gli applausi e, simbolicamente, è stato lui a sollevare il trofeo, chiudendo un cerchio personale e sportivo. Un momento che il giocatore ha voluto raccontare con parole profonde sui social: "Ho imparato che fermarsi in tempo è un atto di amor proprio. Prendersi cura della mente e del cuore non è arrendersi, ma avere fiducia. Fermarmi mi ha rinnovato e mi ha permesso di tornare più forte".
Araújo ha ringraziato il club, i compagni e i tifosi per il rispetto e l’affetto ricevuti, definendo un "privilegio" il modo in cui è riuscito a tornare. Ha accompagnato il messaggio con una citazione biblica e un chiaro segno di appartenenza: "Barça, ora e per sempre". Il centrale uruguaiano era assente dalla fine di novembre, dall’ultima apparizione contro il Chelsea a Stamford Bridge. In Arabia è apparso sereno, sorridente, a dialogare con colleghi e avversari, tra cui Vinícius e Carvajal. Il suo messaggio è diventato virale in pochi minuti, raccogliendo migliaia di attestati di sostegno.











