Casa Pia accusato di aver violato le restrizioni europee trasferendo denaro dalla Russia
Il Ministero Pubblico portoghese ha ufficialmente accusato il Casa Pia di aver violato le sanzioni imposte dall'Unione Europea a seguito del trasferimento dell'attaccante Felippe Cardoso all'Akhmat Grozny. Il club ceceno è di proprietà di Ramzan Kadyrov, presidente della Cecenia e stretto alleato di Vladimir Putin. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Público, tra gli indagati figura anche il CEO della società lusitana, Tiago Lopes, scrive l'edizione odierna di A Bola, noto media portoghese.
L'accusa infatti ricostruisce una manovra architettata per aggirare i blocchi economici imposti dalla UE dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. La cessione, avvenuta nel luglio 2024 per una cifra di 1,5 milioni di euro, sarebbe stata gestita in modo da nascondere alla banca (il Montepio) la reale identità del club acquirente.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il Casa Pia e Tiago Lopes erano pienamente consapevoli dell'illegalità dell'operazione. A inchiodare i vertici del club portoghese ci sarebbero diverse email scambiate tra le parti, che descriverebbero nel dettaglio lo schema utilizzato per eludere i controlli. Per questo motivo, sia la SAD (la società sportiva) che il CEO Tiago Lopes devono rispondere di tre gravi capi d'accusa molto gravi: violazione delle misure restrittive (sanzioni internazionali), riciclaggio di denaro e falsificazione di documenti.











