Farioli elogia Samu: "Migliorato nel primo tocco, scherzosamente lo chiamo Francesco Totti"
Francesco Farioli ha analizzato la vittoria per 1-0 del Porto sul Benfica, sottolineando la solidità tattica della squadra e il contributo determinante dei singoli. "L’idea di stare sempre uniti è stata evidente in campo. Abbiamo creato cinque o sei occasioni nitide, ma non le abbiamo trasformate in gol", ha spiegato con un sorriso: "Altrimenti avremmo visto montagne di ‘reels’ su Instagram". L’allenatore ha voluto evidenziare che, nonostante il risultato stretto, la prestazione complessiva della squadra è stata positiva e il gruppo ha mostrato compattezza e disciplina.
Grande attenzione è stata dedicata all’esordio di Thiago Silva. Farioli lo ha definito "un professionista di altissimo livello, con leadership e carisma. Vederlo integrarsi così rapidamente, con pochissimi giorni di allenamento, è stato straordinario". Il difensore brasiliano ha subito contribuito a rendere la retroguardia del Porto solida e affidabile, mostrando perché sia considerato una pedina fondamentale nonostante l'età.
Non sono mancati i complimenti a Martim Fernandes, che ha giocato circa 70 minuti nonostante un naso fratturato: "Questo spirito è quello che chiedo ai miei giocatori. Martim ha mostrato grande qualità con la palla e una fiducia impressionante. Questi sono esempi che definiscono la mentalità del nostro gruppo". Farioli ha anche parlato di Bednarek e Kiwior, e del giovane Oskar Pietuszewski, entrato in panchina: "Sono giocatori motivati, con voglia di integrarsi e migliorare. Bednarek e Kiwior si sono subito adattati, mentre Oskar ha iniziato il percorso per crescere a grandi livelli. La mentalità qui è alta e il livello richiesto è importante".
Infine, Farioli ha evidenziato la crescita di Samu, paragonandolo scherzosamente a Francesco Totti: "L’evoluzione di Samu è stata notevole. All’inizio della stagione, molte volte ho visto o sentito commenti sul fatto che non fosse un giocatore adatto al nostro stile di gioco, e ho sempre detto che adoravo avere un giocatore come lui, che ha tutto. È giovane, ha cose da migliorare e lasciatemi scherzare: con il suo miglioramento nel primo tocco, l’ho chiamato Francesco Totti, perché ha fatto passaggi che mi ricordano la leggenda italiana che faceva quel tipo di passaggi. È un “9”, ma ha la capacità di sviluppare queste abilità che lo rendono un profilo unico, e ha migliorato moltissimo, ma soprattutto tutto il merito è suo per la sua disponibilità a imparare e lavorare sulle cose piccole. Può diventare uno dei 5 centravanti più forti del mondo".











