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Infortuni senza fine dal Mondiale 2018, Umtiti ricorda: "Mi è crollato tutto addosso. Odiavo..."

Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
domenica 16 novembre 2025, 14:41Calcio estero
16.11.2025 14:41Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Samuel Umtiti è tornato ad affrontare un calvario che lo ha accompagnato per anni e che ha finito per interrompere la carriera da calciatore da massimi livello. Appesi gli scarpini al chiodo a 32 anni, l’ex difensore francese ha raccontato nel programma 'Génération After' a RMC come ha vissuto il deterioramento del suo ginocchio, le divergenze con il Barcellona e il peso di alcune critiche ricevute. E che lo hanno ferito.

Dopo il Mondiale del 2018, a cui ha partecipato infortunato e nel quale è stato un elemento chiave per il trionfo da campioni, ha voluto fermarsi per capire davvero cosa gli stesse succedendo e decidere il trattamento più adatto. In quel momento non era d’accordo con la proposta medica del club blaugrana: “Ho cercato altre opinioni, ho chiesto consulti aggiuntivi… e quasi tutti gli specialisti mi hanno detto che non avevo bisogno di operarmi". Alla fine non si è sottoposto all'intervento chirurgico, ma da quel momento in avanti è cominciato un tunnel di infortuni e sconforto senza fine.

"Mi è crollato tutto addosso", ricorda Umtiti. E il suo equilibrio mentale ne ha risentito a tal punto da portarlo a chiudersi in casa, affrontando una sensazione di incomprensione. Affrontando doppi e tripli allenamenti, programmi specifici di preparazione e cambiamenti radicali nell’alimentazione: "Lavoravo senza sosta, avevo quasi nessuna vita sociale. Ma leggere quello che si diceva lo odiavo". Infatti, dall'arrivo roboante e ai limiti dei paragoni con Puyol provenienti dalla stampa spagnola, poi la stessa si è scagliata contro di lui. Un periodo di 4 anni nel quale ha accumulato risentimento, finché ha cercato una nuova vita altrove, in Italia e al Lecce. Sono state 25 le presenze cumulate in Serie A, per un totale di 2.116 minuti con la maglia giallorossa indosso.

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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