Insulti razzisti in Premier League, la polizia: "Chi pensa di nascondersi dietro il pc si sbaglia"
I vari episodi di razzismo nei confronti di quattro giocatori diversi - Tolu Arokodare del Wolverhampton Wanderers, Romaine Mundle del Sunderland, Wesley Fofana del Chelsea e Hannibal Mejbri del Burnley – nell’ultimo turno di Premier League hanno fatto scattare l’allarme in Inghilterra e messo in moto la polizia che ha annunciato di aver aperto un’indagine sugli attacchi razzisti online subiti dai giocatori.
La reazione della Polizia - “Gli insulti razzisti non hanno assolutamente alcun posto, né online né di persona. Chiunque pensi di potersi nascondere dietro il proprio computer si sbaglia di grosso. - ha dichiarato il capo della Football Policing Unit (UKFPU) del Regno Unito Mark Roberts - L'UKFPU condanna questo comportamento abominevole e faremo tutto il possibile, tramite il nostro team dedicato, per identificare i responsabili e assicurarli alla giustizia."
Anche la politica in campo - Anche il portavoce ufficiale del Primo Ministro inglese ha preso posizione su questi episodi schierandosi al fianco dei calciatori che hanno denunciato questi messaggi d’odio: "Il razzismo di cui sono vittime questi calciatori è abominevole. Il Primo Ministro ha già sostenuto in passato calciatori che hanno avuto il coraggio di farsi avanti e denunciare la discriminazione e il razzismo, e questo non fa eccezione”.











