"L'Europa ci smonta le squadre". E il River Plate adotta la clausola anti-Mastantuono
Franco Mastantuono è diventato la scorsa estate il trasferimento più costoso nella storia della Liga Argentina. I 45 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria, sborsati dal Real Madrid per averlo con sé questa stagione, gli hanno permesso di superare i 32 milioni che il Benfica pagò al River Plate per Enzo Fernandez (oggi al Chelsea). "Abbiamo sempre detto che non lo avremmo venduto e infatti non lo abbiamo venduto: è stato il Real Madrid a venire ed esercitare la clausola di rescissione. Sarebbe stato meraviglioso poter contare su di lui, ma non è stato possibile. Funziona così il calcio", ha dichiarato il membro del consiglio di amministrazione del club argentino Stefano Di Carlo a Radio La Red.
"Nel momento in cui è stato firmato quel contratto, due anni fa, fu un grande merito. Rientra nella top 3 delle cessioni più importanti della storia dell’America Latina... ma con i 45 milioni di Mastantuono siamo rimasti corti", riconosce il candidato alla presidenza del River Plate. "Il mercato europeo funziona in un periodo scomodo per noi. Loro decidono di rinforzarsi per affrontare tutte le competizioni, e a noi smontano le squadre", la lamentela. Ma adesso il club sudamericano avrebbe adottato una strategia per non rivivere un triste déjà-vu.
I millonarios hanno rinnovato il contratto a Juan Bautista Dadin fino al 2028, fissando la clausola più alta nella storia del calcio argentino: 100 milioni di dollari. Accordo che però è diventato "obbligatorio" per tutti i giocatori che il River ha acquistato o rinnovato dopo l’addio di Mastantuono. "L’obiettivo è rompere la unilateralità nel momento in cui qualcuno vuole rescindere il contratto. Con una clausola da 100 milioni, devono venire a sedersi e parlare con te", ha spiegato Stefano Di Carlo.











