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Postecoglou attacca il Tottenham: "Non è un grande club, per fare il salto servono giocatori da Premier"

Postecoglou attacca il Tottenham: "Non è un grande club, per fare il salto servono giocatori da Premier"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Daniel Uccellieri
Oggi alle 15:52Calcio estero
Daniel Uccellieri

Ange Postecoglou ha dichiarato che il Tottenham “non è un grande club” a causa della sua riluttanza a sostenere stipendi elevati per acquisti di primissimo livello. L’allenatore australiano, che aveva guidato gli Spurs alla vittoria dell’Europa League la scorsa stagione prima di essere esonerato, ritiene inoltre che l’etichetta “Spursy” sia “reale al 100%” e rappresenti un ulteriore freno alla crescita del club.

Postecoglou aveva chiuso al quinto posto il suo primo campionato nel 2024, mancando però la qualificazione alla Champions League, i cui ricavi – a suo dire – sono fondamentali per competere sul mercato. Nell’estate 2024, quando chiese rinforzi, non riuscì a ottenere molti dei profili individuati: arrivarono Dominic Solanke e tre giovani talenti, Archie Gray, Lucas Bergvall e Wilson Odobert.

“Quando guardi la struttura salariale, non sono un grande club”, ha detto al podcast Stick to Football di The Overlap. “Per fare il salto di qualità servivano giocatori pronti per la Premier. Ma senza Champions non avevamo le risorse. Io guardavo a Pedro Neto, Bryan Mbeumo, Antoine Semenyo, Marc Guéhi. È quello che fanno i grandi club”.

Secondo Postecoglou, al Tottenham manca il coraggio di assumersi rischi per vincere davvero. “All’Arsenal spendono 100 milioni per Declan Rice. Non vedo il Tottenham fare lo stesso. Non è solo il cartellino, ma gli stipendi per attrarre i top”.

Il tecnico ha poi parlato della mentalità interna, definendo l’etichetta “Spursy” un problema concreto. “Esiste al 100%. Ho cercato di spezzarla. Dopo aver vinto, invece di costruire su quello, si è ripartiti da zero”.

Infine, ha commentato l’esonero di Thomas Frank, sottolineando come il problema non possa essere solo l’allenatore: “È un club particolare. Hanno cambiato tanto, anche a livello dirigenziale. Non c’è garanzia che il prossimo tecnico riesca dove altri, anche di livello mondiale, hanno fallito”.

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