Real sotto accusa per il gol di Trubin: "Giocavano come se non ci fosse nulla in palio"
La sconfitta di Lisbona pesa come un macigno. Battuto 4-2 dal Benfica nell’ultima giornata della fase campionato, il Real Madrid ha visto sfumare la qualificazione diretta agli ottavi di finale di Champions League ed è ora costretto a passare dai playoff. Un epilogo amaro, reso ancora più doloroso non tanto dal risultato in sé, quanto dalle modalità con cui è maturato l’ultimo gol incassato, diventato immediatamente oggetto di critiche feroci in Spagna.
I blancos avevano il destino nelle proprie mani, ma il finale di partita ha assunto contorni surreali. Nei minuti di recupero, il Real è rimasto in nove uomini per le espulsioni ravvicinate di Raúl Asencio e Rodrygo, entrambi sanzionati per interventi e proteste fuori controllo. Ridotta all’osso, la squadra di Arbeloa non è riuscire a gestire l’ultima palla inattiva: sul calcio di punizione finale è arrivato il colpo di testa del portiere Trubin che ha regalato la qualificazione alla squadra di Mourinho in modo davvero clamoroso.
A far discutere è stata soprattutto la disposizione difensiva; come evidenziato da Marca, tre giocatori - Vinícius, Mbappé e Brahim Díaz - non partecipano attivamente alla fase difensiva, mentre altri due marcano a vuoto, lasciando appena tre uomini realmente a presidiare l’area contro praticamente tutti gli avversari all'assalto. Un’immagine simbolo di confusione, scarsa concentrazione e mancanza di coesione. "È lo specchio dell’apatia di una squadra che si giocava tutto e ha agito come se non ci fosse nulla in palio", scrive il quotidiano madrileno.











