"Sto togliendo tempo alle tue sorelle". David Villa ricorda: "Mio padre era molto esigente..."
Di David Villa ci sarebbero pagine di storia del calcio da sfogliare. L'attaccante spagnolo, ritiratosi quasi 6 anni fa, che ha fatto sognare il Barcellona e la Nazionale delle Furie Rosse a suon di gol, giocate e trofei. La Coppa del Mondo nel 2010, l'Europeo due anni prima, la Champions League nel 2011, con altri 12 trofei lungo la sua carriera tra Atletico Madrid, Valencia, Saragozza e Vissel Kobe in Giappone. Nato e cresciuto a Langreo, piccolo comune delle Asturie da circa 45mila abitanti, a 44 anni lo spagnolo si è raccontato come un libro aperto.
Con un'infanzia segnata quasi esclusivamente dal calcio, dato che ha iniziato a dare calci al pallone ancora prima di imparare a camminare, nell'intervista concessa al giornalista José Ramón de la Morena ha raccontato di aver avuto un papà (José Manuel) "molto esigente". "Passavo più tempo con lui che con i miei amici, ma lo ricordo con molto affetto", ha assicurato David Villa. Perché a differenza di altri atleti, non solo calciatori, il padre non faceva il tecnico personale dell'attaccante.
"Mio padre non faceva l'allenatore, ma il formatore. Era molto esigente. Mi diceva sempre la stessa cosa: 'Il tempo che passo con te lo sto togliendo alle tue sorelle, per esempio'. Veniva sempre agli allenamenti, stava con me e alle partite. 'Non esiste che tu venga qui e non dia il cento per cento; se non dai il massimo, chiudiamo tutto. Che tu faccia bene, male o così così non mi importa, ma devi dare tutto quello che hai'", ha ricordato Villa.
E il racconto è proseguito: "Da quando ho memoria, mio padre è sempre stato il mio idolo. Lo è tuttora per moltissime cose e io dicevo sempre: 'Voglio fare il minatore, voglio fare il minatore come mio padre'. Poi, dopo quell'incidente (avvenuto nella miniera dove lavorava il padre), dissi: 'No, cerchiamoci qualcos'altro che qui la faccenda non è così semplice'", la conclusione.











