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Mbappé, tra il possibile nuovo corso Nagelsmann e la fuga da Parigi. Cosa ne sarà del PSG?

Mbappé, tra il possibile nuovo corso Nagelsmann e la fuga da Parigi. Cosa ne sarà del PSG?TUTTO mercato WEB
mercoledì 14 giugno 2023, 06:30Editoriale
Carlo Pizzigoni
Giornalista, scrittore, autore. Quattro libri, tanti viaggi. Tutti di Calcio. Su Twitter è @pizzigo. Su Twitch con @lafieradelcalcio

Kylian Mbappé non andrà questa estate al Real Madrid ma rimarrà a Parigi, luogo in cui come ci dice lui stesso tramite i suoi social, “è davvero contento”. Chi è meno contento è il presidente Al Khelaifi, insieme a tutta la proprietà qatariota del club parigino, che ora sa che la volontà del fuoriclasse francese è quella di abbandonare la vista della Tour Eiffel nel giugno del 2024. E così dopo l’addio di Leo Messi e di Sergio Ramos, quello sempre possibile di Neymar e le polemiche su una stagione da tregenda dove si è festeggiato un titolo di campione di Francia tra i fischi e i cori anche contro l’allenatore Galtier (altro che saluterà), da dove ripartirà il Paris?

La volontà di cambiare il deus ex machina della società, passando da Leonardo a Luis Campos, aveva come presupposto il rilancio di un mondo, quello del Qatar, che non si fermava all’organizzazione del Mondiale. I grandi investimenti degli ultimi anni sarebbero stati giustificati non solo dal ritorno a giocarsi la Champions League, e magari a vincerla, ma anche del punto di vista dell’immagine, c’era l’idea di mantenere a Parigi una squadra che possedesse allure (lo sponsor tecnico ha impostato una serie di prodotti personalizzati e molto curati per il Paris) e riuscisse ad attirare sempre più appassionati, direi quasi “clienti” in giro per il mondo. Obiettivi falliti, tanto che per il secondo, arresisi all’impenetrabilità del mercato asiatico la Banca del Qatar, per volontà della famiglia regnante Al Thani, ha presentato una offerta per il Manchester United di circa 6 miliardi di euro per rilevare il club che ha più seguito nel mondo.

Per quel che riguarda il calcio, Campos aveva provato la carta dell’identità francese, da sposare con qualche superstar del calcio. Un innesto non esattamente riuscito, col tecnico locale, Galtier, abbandonato presto al suo destino e incapace di trovare una proposta di gioco non diciamo affascinante, ma quantomeno credibile. L’esito non felice della vicenda aveva già infastidito Doha, che si è mossa di sua sponte per scegliere il nuovo tecnico che viene identificato in Julian Nagelsmann, una garanzia sotto ogni punto di vista. Una scelta che va oltre al volontà di Campos che aveva acceso contatti con altri tecnici, se diamo retta a radio mercato, che non erano evidentemente graditi dalla proprietà. Proprietà irritata con lo stesso DS in pectore anche per la vicenda Mbappé. In fondo si è sempre pensato che il legame tra i due, nato in quel di Monaco, potesse garantire la permanenza più a lungo termine dell’attaccante. L’uscita di queste ore di Kylian, unita alle ultime vicende, potrebbe ghigliottinare proprio il massimo dirigente attuale. In ogni caso, il Paris è chiamato a una nuova rivoluzione, soprattutto alla ricerca di un nuovo percorso. Al quale non mancherà certamente la base economica, visto che sono già stati acquistati o in via di definizione giocatori certamente interessanti come Manuel Ugarte dallo Sporting, Asensio dal Real Madrid, Lee Kang-in dal Maiorca, senza dimenticare Milan Skriniar dall’Inter, bloccato già a gennaio. Nomi assolutamente funzionali a un calcio di un genio come Nagelsmann ma che forse non scalderanno il cuore di un Mbappé sempre più convinto che il Real Madrid rimanga di un rango superiore, molto superiore, e lì vorrà continuare la sua carriera dall’estate del 2024. Se nell’occasione dell’ultimo rinnovo si dice fosse intervenuto lo stesso presidente della repubblica Macron per scongiurare l’addio dell’attaccante, una mossa disperata ma che certifica - o certificava - la potenza politico-economica di Doha, ora sembra che i margini di manovra siano pochi. Insomma, tutto pare essere nelle mani di Nagelsmann e della sua capacità di generare calcio. Forse non basterà per trattenere l’attaccante, ma se riuscirà a trovare una vera identità per questo club ancora giovane e con poca storia, il Qatar giustificherà gli incredibili investimenti (l’ultima mossa prima di salutare?) e il mondo del calcio accoglierà una nuova realtà magari con meno lustrini ma con più credibilità.

Come si dice “eterogenesi dei fini” in francese?

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