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Stop a Messi: la crisi del Barcellona ne blocca il rinnovo, non può essere depositato né ufficializzato. Per questo Griezmann è incedibile (per ora). Juventus, Milan e Inter si muoveranno

Stop a Messi: la crisi del Barcellona ne blocca il rinnovo, non può essere depositato né ufficializzato. Per questo Griezmann è incedibile (per ora). Juventus, Milan e Inter si muoverannoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Lorenzo Di Benedetto
domenica 25 luglio 2021 09:10Editoriale
di Andrea Losapio
Nato a Bergamo il 23-06-1984, vive a Firenze. Inviato e prima firma per TuttoMercatoWeb. Dal 2012 collabora per il Corriere della Sera

Dal primo luglio il più forte giocatore di calcio sulla Terra - e probabilmente della storia - non ha un contratto. Ha un accordo, ma niente di firmato. Anche la decurtazione dell'ingaggio non ha accelerato le operazioni. Si può ben dire che Messi è in vacanza, strameritata, dopo avere vinto la Copa America da protagonista, il primo trofeo con l'Argentina che ne alza ulteriormente lo status. La realtà delle cose attualmente è un'altra. Il Barcellona non può ufficializzarne il prolungamento quinquennale a causa della crisi. Per lo stesso motivo, pur avendo preso Depay e Aguero, i rispettivi contratti non sono ancora depositati.

È una situazione paradossale. Il Barcellona aveva i conti a posto, con qualche debito qui e là, ma durante gli ultimi anni le spese pazze (Dembele, per dirne uno, pagato 105 milioni e con 12 di ingaggio e bonus per arrivare a 19) hanno alzato tantissimo ingaggi e spese. Il Covid ha sparigliato le carte, abbassando di molto le entrate. Solo di stadio sono circa 200 milioni di mancati ricavi per biglietti di entrata e tour. Un bagno di sangue.

In tutto questo si incastra la vicenda Griezmann
. I rapporti con Messi sono ai minimi termini da tempo, basti pensare che l'ultima settimana dello scorso mercato aveva chiesto di andare via. Operazione impossibile perché ci vuole tempo, molto. Il riferimento è quello che sta succedendo con l'Atletico Madrid ora. Le parti sembravano vicine a un accordo, ma poi il Barcellona ha chiesto 20 milioni più il cartellino Saul, per di più senza contribuire all'ingaggio faraonico del francese, che prende 17 milioni. Come per Suarez sta accadendo un putiferio, Griezmann si allena con il sorriso (come Suarez) e alla fine l'avrà vinta (come Suarez) e andrà all'Atletico Madrid. Almeno questo è quello che dicono in Spagna, anche perché a quel punto Messi potrà depositare tranquillamente il suo accordo.

Se Sparta piange, Atene non ride. Il nostro calcio è fermo e i soldi di Romero saranno una boccata di ossigeno per far girare l'economia. Tutti vogliono prima vendere e poi comprare, l'Atalanta ha preso prima Musso e poi venduto Gollini, ma era un'operazione probabilmente già scelta con cura. Invece le big sono ferme, appollaiate e prigioniere dei campioni che hanno. Il primo è Cristiano Ronaldo, che farà la differenza ovunque giocherà nella prossima stagione, ma per ora ferma le linee della big per antonomasia. L'Inter ha venduto Hakimi, sta cercando di cedere molti giocatori, ma il rischio è che si muova poco ancora. È stato offerto Jovic come attaccante in caso andasse via uno fra Sanchez e Pinamonti, è un nome che può piacere, soprattutto perché la formula è del prestito biennale. Il Milan non ha rinnovato a Donnarumma, non ha rinnovato a Calhanoglu, ma per Kessie vuole fare uno sforzo. George Atangana si è presentato a Milano per spostare Italeng, ma anche per cercare di trovare un accordo dopo i tanti confronti (anche accesi) nei mesi scorsi con la dirigenza rossonera.

Insomma, il mondo dorato del calcio è prigioniero dei suoi stessi stipendi, di una palla che è sempre più prevedibile perché i club vogliono raggiungere uno status e mantenere quello. Ogni riferimento alla Superlega è puramente voluto, ma ne parleremo fra una settimana.

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