Inzaghi-Brescia, la telenovela della Serie B: ma il tecnico non può essere esonerato
I primi, nuovi, dissapori nella nottata tra domenica e lunedì, oggi lo scoppio del caos: a Brescia traballa la panchina di Filippo Inzaghi, Diego Lopez è pronto a subentrare... ma Massimo Cellino torna sui suoi passi.
E al Ds Francesco Marroccu è toccato metterci la faccia, in una conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio, e nella quale è stato detto tutto e il contrario di tutto. "I tempi non collimano con le clausole, Inzaghi non è stato mai ufficialmente esonerato. Ma stiamo valutando l'esonero. [...] Filippo è l'allenatore del Brescia, deve collaborare col club, che non vuol dire subirlo, ma averci feeling. [...] Cellino non ha messo in discussione Inzaghi per i risultati, ora ottimi, ma per la proiezione futura, perché è il risultato finale che dobbiamo acchiappare, dobbiamo portare il Brescia in A. E siamo tutti pronti, io, Inzaghi e Cellino, a triturarci a vicenda per farlo, ma è il presidente che detta le linee guida. Io sono tornato, ma non mi sogno di spostare una bottiglia da una parte all'altra senza parlare con Cellino: non ho potere di firma, ma sono ascoltato, ecco perché sono sempre tornato. Inzaghi probabilmente è ora un po' sfiancato da questo lavoro, e lo capisco perché è difficile, ma noi vogliamo andare in A, e Cellino, con pregi e difetti, non lascerà nulla di intentato. E' un bravo presidente e lo sappiamo tutti", queste le sue parole, che sembrano non confermare il motivo per il quale Inzaghi non è stato esonerato.
La clausola. Quella che vieta al club l'esonero dell'allenatore nel caso in cui la squadra si trovi dal primo all'ottavo posto della graduatoria (ultima posizione utile per i playoff) e che immediatamente ha attivato i legali del mister, forti del terzo posto in classifica: è attesa per i pareri definitivi da parte degli organi competenti, ma come ha detto il direttore l'esonero non è possibile.
Nonostante le divergenze con il presidente, riguardanti le scelte tecniche su modulo e formazione e sull'impiego di Rodrigo Palacio, che proprio Cellino ha definito incolmabili.
Rimane quindi al palo Diego Lopez, che stando a quanto dichiarato da Marroccu ha rinunciato per amore del Brescia: "Diego Lopez è amico del Brescia, è amico del presidente col quale ha lavorato molti anni, ma dopo aver visto alcune reazioni - tra stampa, media e social - ha preso coscienza del fatto che il suo arrivo poteva essere una mossa che non consentiva al Brescia di andare avanti sereno e ha rinunciato all'incarico".
Difficile capire dove sia la verità, senza visionare i contratti in essere. Di certo non si respira una buona aria, in un momento in cui servirebbe invece serenità per arrivare in fondo alla stagione, e anche per difendere la classifica. Terzo posto, a -2 dalla vetta...











