Italia a Zenica per il sogno Mondiale. Corriere dello Sport: "Stadio fatiscente, ma Gattuso non può sbagliare"
L'atmosfera che accoglie l'Italia a Zenica è un misto di nostalgia e tensione, con le note di Toto Cutugno che risuonano nell'albergo scelto per il ritiro azzurro. Il Corriere dello Sport descrive un ambiente spettrale, tra le ciminiere delle acciaierie e la sagoma della celebre prigione locale, dove la squadra di Gennaro Gattuso si giocherà tutto in novanta minuti. Per il tecnico calabrese è il momento della verità: riacciuffare il Mondiale dopo dodici anni o sprofondare in un altro fallimento storico.
Le condizioni del campo rappresentano la prima vera insidia. Il quotidiano sottolinea come il manto erboso del Bilino Polje presenti un'erba più alta del normale, un dettaglio che ha spinto Gattuso a cambiare i piani della vigilia, preferendo ultimare la preparazione a Coverciano prima di volare verso la Bosnia. Lo stadio, definito fatiscente e figlio di un'edilizia sovietica ormai superata, diventa teatro di una polemica verso la gestione di Gianni Infantino, reo di aver permesso che una sfida così decisiva per una testa di serie si disputi in un impianto non all'altezza.
Nonostante le criticità strutturali e un clima rigido, il gruppo azzurro cerca la quadratura per superare l'ostacolo bosniaco. La missione è chiara: evitare distrazioni e adattarsi a un contesto ostile per invertire la rotta e staccare il pass per il 2026.











