I 181 giorni di Bastoni, dopo il 'debito' di Zenica il difensore riparte dalla bocca del coccodrillo
Dalle montagne della Bosnia a quelle della Turchia. Il vento però questa volta è cambiato ed è decisamente a suo favore. Al ritorno in campo dopo il disastro di Zenica, Alessandro Bastoni ha provato subito a riscattare la sua storia in azzurro, sbloccando la gara dopo 9 minuti che ha permesso agli azzurri di mettere subito il match nei giusti binari e giganteggiando a livello difensivo contro Arda Guler e compagni.
I 181 giorni di Alessadro Bastoni
Certo, non si può parlare di una vera e propria chiusura del cerchio, anche perché il peso e l'importanza delle due partite sono profondamente diversi. Ma quella di questa sera può certamente rappresentare l'inizio di un nuovo capitolo per un difensore che, a 27 anni, ha ancora tantissime pagine da scrivere con indosso la maglia azzurra. Sono passati 181 giorni da quella maledetta serata di Zenica, quando una scivolata su Memic lasciò i suoi compagni in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo e finì per condizionare pesantemente una partita già complicata. Questa volta, però, la scivolata di Bastoni ha avuto un significato completamente diverso: quella sul secondo palo, puntuale e decisiva, che ha contribuito a permettere agli azzurri di uscire dalla bocca del coccodrillo con una ritrovata serenità.
Bastoni: "Saremo in debito con gli italiani per 4 anni"
Nel post partita il centrale dell'Inter è tornato anche sulla serataccia di Zenica: "Sicuramente è inevitabile ripensare a Zenica. Sarà un debito con tutti gli italiani per i prossimi quattro anni. Nelle difficoltà ho sempre scelto di uscirne a testa alta e prendermi le mie responsabilità. Abbiamo toccato il punto giù basso negli ultimi anni, ma vogliamo ripartire. Chiediamo solo equilibrio e pazienza, abbiamo tanti ragazzi giovani che hanno voglia di imparare, serve equilibrio. Penso sia un discorso di atteggiamento, in Italia non è facile a vivere con i social, se ne sentono di tutti i colori. Chiedo per questo di attaccare noi che abbiamo le spalle più larghe rispetto ai più giovani".






