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Antognoni: "Mastantuono ha le caratteristiche per diventare determinante in ogni squadra in prospettiva"

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Tommaso Bonan
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Tommaso Bonan
Oggi alle 15:08Serie A
03.10.2026 15:08Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Nella città di Trento è in corso il Festival dello Sport, edizione 2026. Al fianco di Luca Calamai (con cui ha scritto la sua autobiografia) e Mimmo Cugini, è tornato a parlare l'ex campione della Fiorentina e della Nazionale Italiana, Giancarlo Antognoni. Lo ha fatto a Palazzo Benvenuti, nel panel "Una vita da dieci" (come dal libro che racconta il suo percorso). Tra le varie cose (qui le dichiarazioni integrali) Antognoni ha parlato anche di Franco Mastantuono: "Se vedo delle somiglianze con me? No, più vicino a Baggio, anche se parlo solo di caratteristiche ovviamente. Una ragazzo interessante, che ti punta e cerca il gol".

È già un fuoriclasse?
"Ci vuole tempo, altrimenti il Real non te lo dava, ma ha le caratteristiche per diventare determinante per qualsiasi squadra in prospettiva. Il Real lo manda in giro per farsi le ossa".

L'Argentina ha Nico Paz e Mastantuono dopo il ritiro di Messi. In Italia perché non abbiamo talenti che emergono così?
"Gli italiani oggi giocano poco, quello è l'handicap oggi. Gli allenatori oggi non rischiano mai il giovane a 18-20 anni. I giocatori ci sono, guardate i risultati Dall'Under 17 in poi. Però manca il salto con la Nazionale maggiore. In giro giocano poco. Noi abbiamo Pisilli, Liberali, ma quello un po' è il problema e dobbiamo andare a prendere chi gioca all'estero. Non è molto piacevole".

Un 10 alla Antognoni nell'Under 21?
"Ci sono i giocatori bravi italiani, dovrebbero 'sfruttarli' di più, farli giocare. Capisco anche gli allenatori: non ho mai voluto farlo perché mi sarebbe dispiaciuto lasciar fuori giocatori. Gli allenatori determinano oggi anche la tipologia dei giocatori, oggi il 10 è solo un numero. Andrebbe sfruttato di più il giocatore di fantasia che può cambiare la partita. Sempre con questi passaggi che fanno addormentare qualcuno...".

Antognoni, Baggio, Totti, Del Piero. Tutti hanno fatto la storia del proprio club, nessuno vi ci lavora oggi.
"Una domanda che mi sono sempre fatto anche io. Io ho lavorato nella Fiorentina. Secondo me giocatori di questo calibro servono anche per calmierare le tifoserie, personaggi così riescono a mediare fra questioni che nascono fra l'ambiente e la società".

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