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Cremonese, Nicola: "Abbiamo recuperato giocatori importanti. Il Bologna non è un'outsider"

Cremonese, Nicola: "Abbiamo recuperato giocatori importanti. Il Bologna non è un'outsider"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Lorenzo Di Benedetto
Oggi alle 13:38Serie A
Lorenzo Di Benedetto

Alla vigilia della sfida contro il Bologna, che chiuderà domani la tredicesima giornata di Serie A, il tecnico della Cremonese, Davide Nicola, ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole riportate del sito ufficiale del club grigiorosso.

Prima della Roma ha chiesto ai suoi ragazzi qualità nel gioco e si è vista, soprattutto nel primo tempo. Cosa chiede invece per la sfida di domani?
“Intanto io sono contentissimo di incontrare il Bologna in questo momento, perché nelle ultime gare abbiamo sfidato o affronteremo Juventus, Roma e Bologna, tre squadre che ti portano a fare degli step importanti. Il Bologna non perde al Dall’Ara da settembre e viene da 12 risultati utili consecutivi: è una squadra veloce, aggressiva e che gioca. Sono una formazione forte che ci permette di continuare a capire che contro certi avversari la qualità e la velocità di esecuzione diventano importanti, sarà fondamentale essere rapidi nel riposizionarsi e ribaltare l’azione”.

Ha in mente qualche novità di genere tattico per affrontare i felsinei?
“Per questa partita abbiamo potuto recuperare Zerbin, Silvestri e Moumbagna, che clinicamente è a posto e si sta allenando con noi anche se gli servirà un’altra settimana ad altra intensità dato che è fermo da un po’. Lo portiamo con noi perché a livello mentale è importante che riassapori il nostro campionato. Abbiamo provato diverse cose: secondo me il discorso è legato ad una squadra che gioca in modo diverso rispetto agli ultimi avversari, forse come il Como ma con più velocità e attacco allo spazio. Dovremo essere abili a capire come adattarci quando loro hanno la palla, ma allo stesso tempo noi abbiamo acquisito un’identità che cerchiamo di portare avanti con maggior convinzione: dico sempre che il percorso per arrivare al nostro obiettivo è lungo 10 mesi e 38 partite, non sono due o tre risultati positivi o negativi a definirlo. La lucidità sta nel capire che serviranno sempre la giusta energia ed entusiasmo, perché ci dobbiamo costruire tutto. Questa partita può darci una dimensione diversa di velocità”.

Nelle ultime partite la Cremonese ha creato diverse occasioni, ma senza sfruttarle del tutto. È mancata qualità o fortuna?
“Come sapete non parlo mai di fortuna e sfortuna perché non saprei da che parte iniziare e soprattutto sono cose che non si possono controllare. A volte capita di non tradurre in gol ciò che si costruisce, ma a lungo andare non diventa questione di fortuna ma di determinazione, capacità di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Devo dire che anche contro squadre molto più forti siamo riusciti a fare gol, dobbiamo capire che siamo riusciti anche a portare a casa punti e risultati quando siamo riusciti ad essere efficaci, che le partite sono una somma di episodi e di quarto d’ora in quarto d’ora cambiano le dinamiche psicologiche, per noi e per gli avversari. Capire che in certi momenti il vantaggio può spostare le dinamiche è importante, nelle ultime partite non abbiamo fatto gol subito quando ne abbiamo avuto l’occasione, ma ci avrebbe permesso di fare un altro tipo di partita. Per questo dobbiamo avere attenzione, ambizione e fame: serve peculiarità sui passaggi chiave, sui gesti tecnici, nel prendersi la giusta responsabilità e capire che in una zona di campo la palla può essere più pericolosa… Fa tutto parte di una consapevolezza che stiamo cercando di costruirci. E anche se è brutto da dire, a volte pagare dazio può essere il modo migliore di imparare. Ad oggi servono grandissima attenzione ed umiltà nel capire che le partite si giocano sull’errore tecnico o un posizionamento sbagliato, su questo dobbiamo crescere ancora”.

Il Bologna segna con tantissimi giocatori diversi. Può essere una difficoltà in più?
“Partiamo dicendo che il Bologna è attrezzato per fare un campionato diverso e con obiettivi diversi, non possiamo definirli degli outsider dato che da anni sono tra i primissimi in classifica. Quando cambiano un giocatore ne hanno altri adatti al loro livello, questo non mi sorprende: a sorprendermi è la fame che hanno nell’attaccare gli spazi, una cosa che vorrebbe qualsiasi allenatore. Lo scopo delle partite di calcio è il divertimento, quindi la velocità del gioco e la capacità di preparare un’azione per finalizzare. Noi stiamo cercando di far entrare questa mentalità ai ragazzi, il nostro percorso è un po’ diverso da quello del Bologna e lo sono anche i tempi di miglioramento, ma questa è la partita ideale per confrontarci da questo punto di vista perché ci costringe a ragionare con più velocità”.

Come sta Payero? Contro la Roma è uscito anzitempo per un dolore alla spalla…
“Fortunatamente ha preso solo una botta, non abbiamo perso troppo tempo e dopo un giorno di recupero si è allenato regolarmente”.

Nella scorsa partita, il giallorosso Soulé è stato uno dei più pericolosi. Ha pensato a contromisure specifiche per Orsolini, un altro esterno a piede invertito che è sempre tra i migliori del Bologna?
“Contro certe squadre si incontrano sempre giocatori del genere, con uno status alle spalle. Chiaramente noi non sempre riusciamo a contrapporre quel tipo di status, ma partita dopo partita anche i nostri giocatori se lo creano e sono proprio questi confronti a farti migliorare. Al di là del fatto che in fase di non possesso l’interpretazione è di squadra, credo che la capacità numero uno in questo calcio sia accettare i duelli individuali, sono discorsi che hanno a che fare con la conoscenza della tattica individuale, capacità emotive e di coraggio per limitare il più possibile l’avversario. Laddove non ci si riesca allora serve l’aiuto di reparto da parte di un compagno, ma credere in sé stessi fa parte di un percorso che porta ad una crescita, anche se ogni tanto dovesse capitare di pagare dazio”.

Grassi, Pezzella e Sanabria si sono rivisti in campo contro la Roma. Potrebbero partire dall’inizio?
“Pezzella e Grassi avevano lavorato con la squadra già un paio di settimane e per aiutarli a trovare la forma il modo migliore era reinserirli in campo. Cercheremo di fare così anche con gli altri, ad eccezione di Moumbagna che tornerà del tutto la prossima settimana. Questo ci ha permesso di avere alternative anche in allenamento, cose che in precedenza non avevamo avuto. Se ci sono due giocatori per ruolo c’è sana competizione e la partita può restare a certi livelli, e noi abbiamo bisogno di questo”.

Johnsen sta trovando poca continuità. In che modo le sue caratteristiche possono tornare utili alla Cremonese?
“A me piace molto per caratteristiche, interpretazione e l’equilibrio che ha, che a prescindere dal minutaggio è focalizzato su di sé e si allena con entusiasmo. Nel modo in cui si sta in campo lui ha bisogno di fare step diversi, nasce con un ruolo chiaro che però nel calcio moderno non viene interpretato allo stesso modo. Parliamo di un giocatore che sa aprire la partita in corso d’opera, forse lo step migliorativo può essere nell’essere più concreto in ciò che fa. Quest’anno ha libertà diverse allo scorso anno, ma giocatori del genere possono essere un’opportunità per una squadra come la nostra. Deve andare avanti con questo carattere e questa solarità, che è un suo grande punto di forza”.

Il Salisburgo, avversario del Bologna in Europa League, ha saputo creare diverse occasioni. Avete studiato la partita per capire come far male ai rossoblù?
“Il campionato italiano si differenzia dalle coppe europee, dove è più probabile che gli avversari accettino tranquillamente gli uno contro uno e quando si supera quella pressione si creano spazi importanti. L’Italia è diversa da questo punto di vista, anche se le differenze sono meno netto rispetto al passato. La nostra grande qualità starà nel capire che il Bologna è una squadra che gioca per il piacere di farlo e quindi può concedere spazi, perciò diventa fondamentale trovare le occasioni da gol e soprattutto farlo. Il Salisburgo ha avuto le sue occasioni, ma è finita 4-1 per il Bologna”.

La Cremonese ha segnato di più alle prime 10 rispetto alle squadre alla destra della classifica. Come legge questo dato?
“La Cremonese ama giocare, non è una squadra predisposta solo a togliere spazi agli altri. Ma dobbiamo capire che in certi momenti quegli spazi vanno comunque tolti, abbiamo bisogno di fare una fase difensiva e offensiva di squadra. Nell’ultimo periodo abbiamo incontrato diverse squadre importanti, al di là di questo dobbiamo essere umili e cercare di fare il nostro gioco contro qualunque avversario. Contro squadre che hanno il nostro obiettivo il gioco diventa più nervoso e fisico, e quindi serve saper indossare diversi vestiti, almeno due. Quando avremo la capacità di vestirci e svestirci con grandissima velocità significherà che siamo squadra a tutti gli effetti”.

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