Di Maria e la Juve si vogliono. Ma ora i bianconeri attendono un passo dall’argentino
Settimane di contatti, di discussioni, di programmazione del futuro e di nuove idee pronte a decollare in caso di insuccessi. Devono esserci per forza di cose delle alternative sul taccuino di una società come la Juventus, ma il focus principale per rinforzare le fasce offensive è ormai chiaro da settimane e corrisponde al nome di Angel Di Maria per cui sono pronti a squillare nuovamente i telefoni per arrivare a una decisione definitiva.
Di Maria e la Juve si annusano: la situazione.
I primi passi risalgono ormai a più di un mese fa quando la dirigenza bianconera ha cominciato a sondare il terreno con l’entourage dell’argentino che aveva già compreso la volontà del PSG di non prolungare il rapporto con l’ex, fra le altre, Real Madrid. Da lì più e più chiacchierate, l’incontro della settimana scorsa a Londra e una doppia offerta sul piatto dopo le riflessioni fatte dalla Juventus sulla possibilità di inserire in rosa il classe 1988: due anni di contratto (l’opzione preferita dai bianconeri) a circa 7,5 milioni di euro oppure una sola stagione a un paio di milioni in meno di ingaggio. Così il costo annuale per la Vecchia Signora sarebbe simile, approfittando dei benefici del Decreto Crescita o meno.
Riparte la trattativa: un compromesso o qualcuno deve cedere.
Oggi è prevista la riprese dei contatti fra le parti ma difficilmente ci si muoverà da quanto raccontato dal Fideo: “La mia idea è di giocare ancora un anno in Europa per arrivare al Mondiale nel migliore dei modi, se vengo convocato, e poi tornare in Argentina”. Il presupposto quindi è che ci accordi solo ed esclusivamente per 12 mesi assieme perché Di Maria è stato chiarissimo a più riprese su quelle che sono le proprie volontà. A questo punto però, per far sì che il matrimonio diventi realtà è necessario trovare un compromesso riconducibile tutto a una rinuncia economica del classe 1988. Difficilmente la Juve, nonostante la grande volontà di Allegri di averlo a disposizione, accontenterà in toto le richieste dell’ala argentina, potrà (al massimo) migliorare leggermente la proposta già sul piatto. La certezza però è che è tempo di decisioni.






