Dimenticare l'Empoli, aggredire il derby: oggi l'Inter non può sbagliare. Skriniar, telenovela infinita
I jolly sono finiti. Da un pezzo in realtà, a maggior ragione dopo il clamoroso ko interno con l'Empoli. L'Inter ha superato il giro di boa con 37 punti in classifica: raddoppiati, fanno 74 a fine campionato. Nelle ultime cinque stagioni, soltanto in due occasioni sarebbero stati sufficienti per agguantare il quarto posto, obiettivo minimo di qualsiasi big della Serie A. Al conteggio si aggiungono due fattori: i precedenti di Simone Inzaghi, che nel ritorno non ha mai fatto meglio rispetto alle prime 19 giornate, e poi le sconfitte. Sei sono troppe e alla Pinetina lo sanno benissimo tutti.
E poi c'è il derby. In una settimana, l'Inter giocherà due gare clou. Con l'Atalanta c'è in palio il percorso in Coppa Italia, uno degli obiettivi stagionali, particolarmente caro anche al tecnico. Col Milan, ça va sans dire, la medaglia di chi sta meno peggio e pure una discreta fetta di qualificazione Champions. Visto che il Napoli ormai è andato, passerà anche e soprattutto dagli scontri diretti, senza dimenticare il peso specifico della stracittadina. Prima della Dea e del Diavolo, la Cremonese oggi pomeriggio. Snodo più complicato del previsto: la vittoria al Maradona ha dato fiducia, avere Ballardini in panchina anche qualche speranza in più di salvarsi. Ai passi falsi, i nerazzurri si sono pericolosamente abituati nelle ultime settimane: dopo il bilancio immacolato con le piccole nella prima parte di campionato, sono arrivati il pari di Monza - "viziato" da Sacchi, ma pure dagli errori dei nerazzurri - e la debacle interna. Non c'è due senza tre, dice la saggezza popolare, ma è un tris che Inzaghi deve assolutamente sbagliare.
E poi c'è il mercato… Freddo oltre misura, quello di gennaio, per l'Inter come per quasi tutte le big. I lavori per giugno - Pereyra, Smalling, Thuram - sono già iniziati da tempo, quelli relativi all'immediato vedono due-tre situazioni ancora in bilico, seppur in maniera relativa. Gagliardini saluterà a giugno, pochissime chance di un affondo Nottingham (o Monza) nei giorni del condor. Dumfries è primo "big" la cui partenza è già decisa, ma a oggi non sono arrivate offerte concrete in viale della Liberazione. Milan Skriniar è una telenovela infinita: chiusa la domanda relativa al se parte, rimane in piedi quella sul quando. Dalla Francia emergono messaggi contraddittori sulle tempistiche, all'Inter le idee sono chiare: servirebbero 20 milioni di euro, ma bisognerebbe anche evitare di andare troppo in là. Al 28 gennaio, tre giorni e poche ore dal gong, forse si è già arrivati oltre tempo massimo.
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