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Ecco perché vincerà la Germania: la convinzione di Nassi

Ecco perché vincerà la Germania: la convinzione di NassiTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com
sabato 22 giugno 2024, 07:19Serie A
di Redazione TMW

Sì, è vero, sono khomeinista! Ho convincimenti talmente radicati da faticare a rimuovere. Ritengo che difesa e contropiede sia la tattica migliore, oltre quella che permette di creare problemi a chi è più forte. L'altra è giocare sopra ritmo per 95'. Poi ho l'abitudine di dividere il terreno di gioco in due parti: una di 89 metri, l'altra di 16. L'area di rigore, infatti, è per pochi, i baciati da Madre Natura o dal Signore. Per me era seminato e segnare vietato. Ecco il gol, questo sconosciuto, l'unica cosa che non si può insegnare. Appartiene a un'esigua minoranza. Le briciole agli altri. Basta leggere i tabellini del lunedì per rendersi conto che in tutte le categorie sono, quasi sempre, gli stessi. Oltre a essere vita vissuta, avendo sperimentato su me stesso, compagni e avversari, l'ho portato nelle società in cui ho lavorato.

Eppoi il regista, colui che sostituisce l'allenatore in campo.
Se si fa giocare determina, marcato e attaccato diventa l'anello debole. Non so se si insegna a Coverciano, ma, se aggiungo la cura maniacale nel preparare le palle inattive a favore e contro, chiudo la lectio magistralis, sempre pronto al confronto per migliorare o migliorarmi. Sono presuntuoso o visionario? Non so, ma ho confezionato, con amici, un annuario tecnico-statistico di 1.300 pagine, che non aveva eguali. Costava un botto: 120mila lire. Strano a dirsi, ne vendevamo quasi 2.000 copie. Chi pensasse che sono contro il regista sbaglierebbe, perché guai se uno toccasse Rijkaard o Redondo, come Kroos, altro fuoriclasse. Se gioca 102 palloni e ne sbaglia uno, come in Germania - Scozia, e si lascia libero di muoversi a piacimento, bisogna aiutare l'allenatore avversario a cambiare mestiere.

Anche Spalletti ha imboccato la strada con Jorginho, come in precedenza Mancini, che addirittura esagerava, unendo Verratti e Bonucci. Eppure Luciano con la Roma nel 2007 perse 7-1 a Manchester.
Schierava Pizarro in cabina di regia, ottimo a 60 all'ora, non a 70 come voleva la Premier.
Qualcuno lo avvertì. Cercò di rimediare. Oggi ci riprova.
E' la moda. Può darsi lorsignori abbiano ragione, ma, se continueranno a dare spazio a Kroos, gli altri potranno mettersi l'animo in pace, perché, dopo la Champions League col Real Madrid, Toni chiuderà la carriera vincendo anche l'Europeo.

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