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L’app su cui punta la FIGC per riaprire gli stadi. Gli ideatori: “Ecco come funziona Mitiga”

ESCLUSIVA TMW - L’app su cui punta la FIGC per riaprire gli stadi. Gli ideatori: “Ecco come funziona Mitiga”
mercoledì 31 marzo 2021 09:45Serie A
di Ivan Cardia

Un’app per riaprire le porte del calcio agli appassionati, ma soprattutto per tenere aperte quelle dell’Europeo all’Italia e a Roma. È quella su cui, stando alle ultime indiscrezioni, punta con convinzione Gabriele Gravina, presidente della FIGC, chiamato entro il 7 aprile a dare una risposta all’UEFA che ha chiesto di garantire la presenza dei tifosi all’Olimpico per la rassegna calcistica continentale. Un’app tutta italiana, nello specifico: si chiama Mitiga ed è stata ideata da due giovani ingegneri marchigiani, Daniele Coccia e Fabio Traini. Sono loro a raccontare a TMW come funziona, anche se sulle voci attorno all’interesse della Federcalcio comprensibilmente non si sbottonano: “Ne stiamo parlando, come ne stiamo parlando con altri soggetti istituzionali, ma non possiamo dire di più: è tutto in itinere”.

Lasciamo da parte questo discorso allora. Come funziona l’app?
“Mitiga è una piattaforma digitale che permette la partecipazione agli eventi in sicurezza. Consente l’accesso solo a chi abbia effettuato una vaccinazione o sia risultato negativo a un test antigenico. Si basa sulla rete delle farmacie e dei laboratori d’analisi accreditati, non c’è autocertificazione: l’utente va ad effettuare il tampone o a registrare l’avvenuto vaccino presso una farmacia o un laboratorio d’analisi, che registra tutto nel database. A quel punto, l’App genera in maniera automatica il QR code che, nel caso di test rapido negativo, consente l’accesso entro un determinato lasso di tempo: possono essere 48 o 72 ore, questo dipende dai protocolli che saranno previsti nei vari settori. Ai controlli, l’utente potrà mostrare il QR code che gli consentirà l’accesso. La forza per il cittadino è che gli basterà avere solo un’app per partecipare a eventi di natura diversa”.

A che punto siete?
“L’app è pronta: siamo già online su Apple Store per iOS, e stiamo aspettando le autorizzazioni per Android e Huawei”.

FIGC a parte, state trattando anche con altri settori che aspettano di poter riaprire?
“Siamo su tanti tavoli: per esempio stiamo partecipando al protocollo per le sigle dello spettacolo, stiamo dialogando con le associazioni relative al mondo dei matrimoni, un altro settore che è fermo. Stiamo lavorando su più fronti”.

E il mondo del calcio? Qualche club si è fatto vivo?
“Al momento no”.

Non sarà necessario aspettare la fine della campagna vaccinale.
“Esatto: di fatto per Mitiga non c’è distinzione tra i vaccinati e chi è risultato negativo al test. Sarà molto utile soprattutto per i giovani: saranno l’ultima categoria a essere vaccinata, ma sono anche uno dei principali target di riferimento per chi vuole riaprire”.

Classica preoccupazione: tutto bello, ma dovremo preoccuparci per i nostri dati sensibili?
“Assolutamente no. Siamo molto attenti a quest’aspetto, sappiamo che è spinoso e ci siamo assicurati di rispettare tutte le norme a tal riguardo. Noi non gestiamo alcun dato: l’app garantisce l’accesso all’evento, ma non archivia niente e quindi noi non raccogliamo alcun dato sensibile. Inoltre, tutto avviene con il consenso informato dell’utente”.

A livello nazionale siete gli unici.
“Sì, sul panorama nazionale sicuramente, ma anche in Europa siamo pochissimi. Siamo partiti molto presto, diremmo prima di tutti: siamo operativi da novembre-dicembre, l’app è funzionale da inizio 2021”.

Tanto per chiarire: negli ultimi tempi l’Udinese ha fatto sapere di voler sperimentare un’app che consentisse di mantenere il distanziamento. Si tratta di due tecnologie e filosofie diverse?
“Sì: di fatto, Mitiga lavora d’anticipo, perché permette l’accesso soltanto a utenti presumibilmente negativi al Covid. È un meccanismo diverso rispetto al disco che vibra se non mantieni la distanza. Anche perché il problema si pone soprattutto sui flussi, sia in entrata che in uscita dall’evento. Poi vogliamo essere chiari: a dirlo è il nome stesso, l’obiettivo è quello di mitigare, di ridurre il rischio. Ciò vuol dire che tutte le misure di sicurezza, a partire dal distanziamento e dall’uso della mascherina, andranno comunque rispettate”.

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