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Frosinone, Alvini: "Calò? È dai tempi del Pontedera che lo chiesi"

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Pietro Celeste
Oggi alle 19:41Serie A
autore Pietro Celeste
01.11.2026 19:41Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Massimiliano Alvini, allenatore del Frosinone, ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria contro il Torino: "Questa per me è la vittoria più importante. Avevi giocato giovedì e oggi di fronte avevi una squadra di valore. Per me prestazione straordinaria, di carattere; serviva questo tipo di partita, faccio i complimenti ai ragazzi".

Lei è veramente un martello in allenamento?
"Ho uno staff che lavora con me da diversi anni. Le idee sono condivise, c'è disciplina e gioia nel fare lavoro...e poi devi correre e devi avere testa. I ragazzi ce la stanno mettendo; c'è voglia di fare un buon lavoro".

Com'è possibile che fino a ventinove anni Calò non abbia mai giocato in Serie A?
"Sono arrivato nei professionisti nel 2016: lui giocava nel Pontedera, io allenavo il Tuttocuoio. Sono dieci anni che l'ho chiesto e me lo sono ritrovato qui grazue al direttore Castagnini.E' un giocatore che deve continuare e levarsi delle soddisfazioni. Oggi ha fatto una partita straordinaria perchè si è sacrificato su Vlasic in marcatura e poi nella lettura della partita".

Come la vedrà Juventus-Napoli stasera?
"Di là ci sono allenatori che sono amici. Non credo di vederla perchè torno a casa e ci vorranno quattro ore. Se non guido io, la vedrò sul telefonino".

Quali sono le condizioni di Raimondo?
"Ora è troppo presto per fare una diagnosi, ci penserà lo staff medico. Speriamo non sia nulla di compromettente in modo da riaverlo nel minor tempo possibile, ma sicuramente è un infortunio serio".

Questa classifica va attaccata nello spogliatoio?
"Attaccata no. Devi essere consapevole del percorso; c'è da continuare a lavorare forte, mettere in campo idee, spirito, gioia e la voglia di determinare. I voli extra non ci appartengono".

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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