Inchiesta sulla Juve, le audizioni di ieri confermano la tesi dei pm: fu differimento, non rinuncia
Non fu una rinuncia, ma un semplice differimento. È la tesi dei pubblici ministeri di Torino che indagano sui conti della Juventus e che ipotizzano, in merito agli accordi fra la società bianconera e la squadra del primo lockdown, l'ipotesi di falso in bilancio. Una tesi che dovrà essere corroborata dal lavoro dei consulenti - le intese di per sé non sono reato: il nodo dell'inchiesta Prisma è proprio capire se il club le abbia però correttamente riportate a bilancio - ma che intanto, scrive il Corriere di Torino, troverebbe conferma nelle ultime audizioni dei giocatori bianconeri.
Ieri Cuadrado, Bonucci e Chiellini. Circa sei ore di audizione in tutto, dalle quali il pool che coordina l'inchiesta sarebbe uscito soddisfatto. Le testimonianze dei giocatori, infatti, avrebbero confermato l'ipotesi dei pm: l'accordo con la società prevedeva il differimento degli ingaggi, e non la rinuncia. Ottenute le conferme, anche nelle prossime audizioni - Sarri dovrebbe essere sentito a breve, dalla Guardia di Finanza - il lavoro si sposterebbe sul fronte "tecnico", per i motivi spiegati poco sopra.






