Italia Under 21, il metodo Baldini: "Il talento c'è, ai ragazzi serve fiducia"
Silvio Baldini, commissario tecnico dell'Italia Under 21, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, raccontando il rapporto costruito con gli azzurrini e il percorso che ha portato la squadra alla qualificazione all'Europeo. Un gruppo giovane e ricco di talento, al quale il CT ha cercato soprattutto di trasmettere fiducia e serenità.
Baldini spiega di non aver mai vissuto con l'angoscia della qualificazione, un atteggiamento che ha cercato di trasferire anche ai suoi giocatori.
"È il mio modo di pensare, per trasmettere anche ai ragazzi delle sicurezze, autostima, l'idea di non vivere con l'angoscia del risultato. Se vivi con angoscia il risultato poi sei sempre poco positivo".
Tra i momenti più spettacolari dell'ultimo percorso c'è sicuramente il gol da 75 metri realizzato da Ndour. Un gesto che, racconta Baldini, non aveva mai visto prima e che gli ha lasciato una sensazione particolare.
"Mai. Sono stato felice perché almeno posso raccontare di aver visto un gol fenomenale da un ragazzo speciale come Ndour".
Il CT racconta poi del rapporto speciale nato con il centrocampista e di un episodio personale che i due avevano condiviso già prima del ritiro. Dopo la partita, Baldini gli ha fatto notare come proprio quella situazione avesse contribuito a regalargli una soddisfazione indimenticabile.
"Con alcuni giocatori nasce un feeling basato su conti, su episodi che restano privati. Lui mi aveva raccontato una cosa prima di venire in ritiro e dopo la partita gli ho detto che è stata proprio quella ad avergli regalato un premio. Un gol che nessuno scorderà".
Il rapporto con gli azzurrini
Il CT si concentra sul rapporto umano con i giocatori. Baldini spiega che lavorare con ragazzi così giovani e diversi tra loro significa innanzitutto trovare il modo giusto per comunicare con ciascuno.
"È come avere davanti dieci persone che parlano dieci lingue diverse. Per farti capire, devi parlare nel modo che conoscono. Io parlo solo l'italiano, però bisogna modularlo in base alla persona che hai di fronte".
A questo proposito, il CT porta l'esempio di Ahanor durante la partita contro la Polonia. Il giocatore era stato arretrato per le assenze di Favasuli e Fortini, ma inizialmente Baldini aveva provato a scuoterlo alzando la voce. Vedendo la sua reazione, però, ha capito che in quel caso serviva un approccio diverso.
"Per gli infortuni di Favasuli e Fortini, abbiamo fatto scendere Ahanor dalla Nazionale per coprirci sul pericolo del contropiede della Polonia. Honest gioca, ma sta facendo l'ala. A un certo punto ho dovuto alzargli la voce. Ho capito dalla sua espressione che non lo stavo aiutando. Alla fine del primo tempo, sono andato ad abbracciarlo e gli ho spiegato con calma che lui doveva coprire Pisilli e Liberali. Così gli ho fatto capire che non lo stavo rimproverando. Altri giocatori invece hanno bisogno di sentire il rimprovero per capire dove stanno sbagliando".
Per Baldini, dunque, il talento da solo non basta. Ai suoi ragazzi vuole trasmettere anche un modo diverso di vivere il calcio, lontano dalla pressione e dalla ricerca esasperata del successo personale.
"Come dico sempre a loro, non devono pensare solo a diventare ricchi e famosi, ma devono cercare nel calcio quella felicità che avevano da bambini, quando si pensa solo al divertimento. E devono comportarsi bene, anche in campo. Non come quel raccattapalle in Armenia...".
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