L’anticipo della Juve per Vlahovic decisivo nel valzer dei numeri 9. E il serbo vede solo bianconero
Giocare d’anticipo può, a volte, portare con sé qualche rischio ma, spesso e volentieri, diventa l’arma in più per poter competere nella caccia ai migliori giocatori del mondo con le avversarie. E così ha fatto la Juventus con l’acquisto di Dusan Vlahovic nel finale della scorsa sessione di calciomercato sborsando 70 milioni (più 10 di bonus) e portando nel capoluogo piemontese un talento dal futuro assicurato nonché tra i più luminosi dell’intero panorama calcistico internazionale.
La mossa della Juve decisiva per battere la concorrenza. E Vlahovic vede solo bianconero.
Harland al Manchester City, Darwin Núñez al Liverpool, Lewandowski che spinge per lasciare il Bayern Monaco direzione Barcellona: è evidente che questa sia l’estate dei movimenti di molti tra gli attaccanti più importanti d’Europa. Spostamenti che avrebbero coinvolto anche Dusan Vlahovic che però la sua squadra l’ha cambiata in inverno trasferendosi da Firenze a Torino e risolvendo il problema del centravanti in casa Juventus. È sotto gli occhi di tutti quanto la mossa di anticipare l’investimento previsto per l’estate al mercato di gennaio sia stata decisiva per evitare la forte concorrenza che, senza dubbio, si sarebbe presentata nella battaglia a suon di milioni col resto d’Europa. E dal suo lato Vlahovic, in un’intervista rilasciata a The Telegraph, ha raccontato di vedersi solamente in bianconero: “Altre offerte? Magari il mio agente lo sapeva, ma io non ho mai parlato con nessuno a riguardo. Avevo solo un club in testa: la Juventus è la Juventus. Non c'è altro da dire. Mi sento onorato di indossare questa maglia. Mi sono identificato col dna del club, la personalità della Juventus coincide con la mia. Quando arrivi qui non ti arrendi mai, combatti sempre, fai sacrifici. È assolutamente ciò che stavo cercando”.
Ora le vacanze dopo il recupero dall’infortunio: in condizioni perfette per il ritiro.
Da poco meno di una settimana Vlahovic è partito per la vacanze dopo aver saltato gli impegni di Nations League con la sua Serbia per un fastidio muscolare. Il classe 2000 è rimasto a Torino qualche giorno in più dopo la fine del campionato per curare con i medici juventini e i preparatori personali il problema agli addominali con le terapie di rito perfettamente riuscite. Davanti a sé ora qualche settimana di vacanza per riposare e ricaricare le batterie prima di presentarsi al ritiro estivo di inizio luglio in condizioni ottimali. Con qualche compagno nuovo che possa metterlo nelle condizioni di fare quello che molto bene sa fare: segnare. Perché per lui, ha descritto: “Segnare è come volare. Quando segni per la tua squadra, per i tuoi compagni, per i tifosi, per gli amici, è qualcosa che puoi capire in pieno solo quando provi questa esperienza. È qualcosa che mi riempie, senza quell'emozione mi sento vuoto”.






