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Luis Milla, l'ennesima trovata di Fabregas: con 6 milioni un top player che oscura Perrone

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Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 13:30Serie A
28.10.2026 13:30Serie A
L'ex Getafe si sta prendendo la scena e la mediana del Como ai danni di Maxi Perrone, un tempo intoccabile di Fabregas. Cos'è cambiato
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Avete notato quanto "sposta" Luis Milla? E dire che al Como sono bastati solamente 6 milioni di euro per prelevarlo dal Getafe. In cambio Fabregas si è ritrovato un playmaker pronto all'uso, che non ha risentito minimamente dell'adattamento all'Italia e alla Serie A. Uno specialista dei calci di punizione oltre che rigorista, arrivato dalla Liga con un biglietto da visita preciso: 10 assist in 37 presenze. Numeri portentosi che lo hanno piazzato alle spalle del solo Lamine Yamal nella classifica di migliori assist-man del massimo campionato spagnolo. Al di là di questo, però, il 32enne spagnolo si è rivelato anche più di un semplice ricambio di lusso.

La qualità che serviva

Milla ha dato ampio respiro al centrocampo del Como. Senza nulla togliere a Maxi Perrone, altro pezzo da novanta in cabina di regia, il mediano spagnolo oggi è un valore indiscutibile della rosa. Con quale velocità poi si è calato nell'universo Como: subito titolare in un campo pesante come quello di Udine, subito a stregare spettatori e addetti ai lavori o appassionati di calcio che non lo conoscevano. Testa girevole, un destro pregiato e la dote innata di sapere come muoversi e quale scelta fare in frangenti temporali ben ristretti. Il tutto sotto pressione con una tecnica e una facilità disarmante. Titolare in 8 partite su 12 tra campionato e Champions League, guarda caso ha guadagnato 728 minuti complessivi.

Fiducia cieca di Fabregas

Alla sua prima stagione in Italia e con il Como, è un dato di fatto: Milla ha stregato Fabregas. Un atteggiamento esemplare dentro e fuori dal campo, il lavoro quotidiano a massima velocità e intensità per migliorarsi costantemente, oltre che un'influenza notevole nel gruppo. Non è un caso se anche ieri, contro il Torino, il tecnico dei lariani abbia preferito sostituire prima Perrone piuttosto che richiamare in panchina il 32enne spagnolo. Ormai è troppo impattante per bagaglio d'esperienza, resilienza e fame di titoli mancanti, dopo un percorso modesto (Alcorcon, Guijuelo, Tenerife, Granada e Getafe tra le altre) e sfortunato per Luis, digeriti una serie di "no" ricevuti da giovane promessa (Atletico Madrid e Rayo Vallecano) e una rottura del crociato a 19 anni che avrebbe potuto compromettere la sua carriera.

Scatta il duello

Fabregas non ha fatto scattare con regolarità assoluta il ballottaggio Milla-Perrone-Da Cunha, sebbene in mediana siano loro tre a interscambiarsi con maggiore frequenza. Ma per comprendere ulteriormente l'impatto avuto dal playmaker spagnolo nel Como basta notare quanto sia cambiato l'impiego del compagno argentino: ha solamente 2 minuti in meno rispetto all'ex Getafe, ma l'anno scorso Maxi era un intoccabile. Ha saltato solamente la gara interna col Verona (90 minuti in panchina) e la trasferta di Roma per squalifica (somma di ammonizioni), compreso il secondo turno di Coppa Italia contro il Sassuolo. Altrimenti, da titolare o da subentrante, il classe 2003 ha sempre avuto spazio. Le gerarchie sono cambiate, così come le prestazioni altalenanti dell'argentino probabilmente hanno spinto il tecnico catalano a scelte differenti. A maggior ragione con Milla ricambio in più. Infine, le recenti perdite per infortunio (Liberali, Diao, Jesus Rodriguez, Addai) e le prestazioni totali di Da Cunha hanno spinto Fabregas a premiare il francese con maggiore regolarità in campo, anche con una proiezione maggiormente offensiva.

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