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Porto-Napoli 4-1, le pagelle: tutte le colpe ad Allegri? Era la partita di Gabri Veiga

Dimitri Conti
autore
Dimitri Conti
ieri alle 23:04Serie A
04.11.2026 23:04Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Porto-Napoli 4-1, al Do Dragao arriva una doccia gelida per i partenopei, che crollano nel secondo tempo dopo aver terminato in parità la frazione inaugurale di gioco. A segno nel primo tempo Bednarek e McTominay, nella ripresa i gol di Veiga, Kiwior e Samu su rigore.

I VOTI DEL PORTO

(di Antonino Sergi)

Diogo Costa 6 - Impegnato in tre occasioni, tutte nella stessa azione. Bravo su Politano, si supera su Hojlund ma non può far nulla su McTominay. Per il resto viene chiamato in causa soltanto con qualche timido tentativo dalla distanza.

Alberto Costa 6,5 - Per almeno settanta minuti è una spina nel fianco per la retroguardia del Napoli, ara la corsia di destra creando la superiorità numerica con Pepé. Grande gara per l'ex Juventus.

Bednarek 7 - Domina nel gioco aereo, in entrambe le fasi. Dopo undici minuti porta avanti il Porto con un imperioso colpo di testa, nella ripresa prova il bis ma la traversa gli nega la gioia di una serata indimenticabile di suo con il primo gol in Champions League.

Kiwior 7 - Non ha grandi problemi nel contenere Hojlund in una sfida dove il Napoli si fa vedere pochissimo davanti, poi nel finale emula Bednarek e di testa sigla il gol che vale il tris dei lusitani.

Martim Fernandes 6 - Spinge sicuramente meno rispetto ad Alberto Costa, presidia la sua zona di campo contro un Politano che punge poco. Perde un duello aereo con Anguissa, ma per il resto una prova sufficiente la sua.
Dal 68' Sanusi 6 - Entra in una partita ormai indirizzata, non soffre dietro.

Froholdt 6 - Duello a distanza con McTominay, controllato bene dallo scozzese durante tutto il corso della sfida. Poi perde le distanze sullo scozzese nell'azione del gol degli azzurri. Cresce però nella ripresa quando il Porto domina in lungo ed in largo.

Rosario 7 - Dominatore assoluto del centrocampo, una partita perfetta per l'ex centrocampista del Nizza che non lascia nulla al caso. Corre, rincorre, recupera. In ogni zona del campo, Meret gli nega la gioia del gol.

Gabri Veiga 7,5 E' la sua partita, lo spagnolo nel 2023 era stato ad un passo dal Napoli prima di scegliere l'Arabia. Numero dieci sulle spalle, testa alta, qualità e l'assist vincente per Bednarek. La traversa colpita nella ripresa fa tremare lo stadio, poi lo fa esplodere con la rete del 2-1. Dal 78' Hwang sv.

Pepé 6,5 - La prima emozione di serata porta la sua firma, scaraventa sotto la traversa dopo pochi minuti ma viene annullato per fuorigioco. Sempre un grande apporto lungo la corsia destra. Dal 78' Fofana sv.

André Silva 5,5 - In attesa del miglior Samu, Farioli sceglie di mandarlo in campo dall'inizio. Tiene qualche buon pallone spalle alla porta, ma non punge praticamente mai davanti. Contenuto da Rrahmani.
Dal 57' Samu 6,5 - Entra con la voglia di metterci la firma, ci prova in più occasioni e trova la gloria nel finale. Procura il rigore, il rosso di Rafa Marin mandando alle spalle di Meret.

Borja Sainz 6 - Gioca una buona partita, senza grandi picchi ma sempre sul pezzo quando chiamato in causa. E' la sua la prima vera occasione da rete, poi il Porto predilige la corsia opposta.
Dal 68' Gimenez 6,5 - Ci prova ma non trova il gol, poi si trasveste da assistman e manda in porta Gabri Veiga.

Allenatore: Farioli 7 - Desiderava importanti risposte e soprattutto i primi punti in Champions League, approfitta di un Napoli incerottato e vive una grande serata. Quattro gol, mentalità europea e grandi doti atletiche. Poi con un Gabri Veiga così diventa tutto più facile per i lusitani.

I VOTI DEL NAPOLI

(di Dimitri Conti)

Meret 6,5 - Avrà sospirato, temendo l'assalto, una volta visto l'approccio dei suoi. Pensiero sbagliato, ma le sue parate servono comunque: fondamentale quella a inizio secondo tempo su Rosario. Quando viene battuto, è senza colpe.

Beukema 5 - Meglio da braccetto di destra che in altre zone, avrebbe anche lo spazio per provare qualche sortita in avanti. Poi però Veiga aggredisce proprio lo spazio alle sue spalle e si invola tutto solo verso il sorpasso.

Rrahmani 5,5 - Dei tre centrali scelti per forza di cose da Allegri (non c'erano alternative a disposizione) è quello che se la cava meglio. Forse una sufficienza è un po' troppo, ma non ha espresso macchie vistose.

Marin 4,5 - Non avrebbe neanche demeritato troppo, almeno fino agli ultimi minuti. Decide di spendere un fallo abbastanza inutile su Samu, vedendosi espulso e mandando comunque il Porto su rigore: arriverà il 4-1.

Politano 5,5 - Costretto a fare le due fasi dal ruolo, mentalmente per lui non è un problema. Questo però lo priva di energie nella metà campo in cui dovrebbe e potrebbe fare la differenza, quella d'attacco. Fuori prima della fine.
Dall'82' Lucca sv.

Anguissa 5,5 - Pare proprio aver perso lo smalto dei giorni migliori, anche sul piano fisico sembra solo il lontano parente di quel centrocampista protagonista di due scudetti vinti. Allegri gli risparmia qualche minuto nel finale.
Dal 78' Giovane sv.

Gilmour 5,5 - Lo scozzese prova a dare i giusti tempi all'uscita del pallone, ma non è proprio la serata giusta per farlo. O comunque per riuscirci. Gli azzurri, lui compreso, alla lunga finiscono travolti dall'onda del Porto.

McTominay 6,5 - Non sta vivendo il miglior momento da quando è a Napoli, ma rimane un fattore in zona gol: l'1-1 è il terzo centro in questa Champions League. Il resto della sua prestazione al Do Dragao, onestamente, racconta poco.

Vergara 5 - Tutto portava all'adattamento di Lang, invece tocca a lui reinventarsi quinto a sinistra. Ammonito già dopo 54 secondi, destino vuole anche che Bednarek svetti proprio su di lui. Ci prova, ma è un pesce fuor d'acqua.
Dal 78' Lang sv.

De Bruyne 6 - Lo si pensava in panchina, invece parte dal 1' in un ruolo più avanzato, a rimorchio di Hojlund. Piuttosto vivace, il buon segno lo si ritrova nella condizione fisica: anche negli ultimi minuti, continuava a spingere.

Hojlund 6 - La febbre è passata e rieccolo a guidare il Napoli dal centro dell'attacco. È lui a dare il segnale di risveglio ai suoi dopo la mezz'ora: in quella fase di match meritava il gol. Nella ripresa, però, sparisce.

Allenatore: Allegri 5 - Il Napoli si presenta al Do Dragao praticamente ai minimi termini: in panchina ha solo 7 giocatori, dei quali solo tre non sono portieri o giovani della Primavera. Decide di operare l'adattamento di Vergara a quinto e di avanzare la posizione di De Bruyne: l'inizio azzurro fa temere l'imbarcata, invece arriva la reazione, guidata dal recuperato Hojlund. Nel secondo tempo, però, complice anche la stanchezza fisiologica, arriva il calo complessivo e non ha neppure troppo modo di intervenire. La responsabilità da dividere anche con Manna.

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