Ospina dice basta a 38 anni: "Non volevo farlo ma devo ascoltare il mio corpo"
"Queste sono alcune parole che dedico al calcio dopo tanti giorni. Parole che non sono state facili, ma che sono accompagnate da tanta gratitudine". Comincia così il messaggio con cui David Ospina ha annunciato il suo addio al calcio giocato. Il portiere colombiano ripercorre le origini della sua passione: "In questi giorni ho ricordato il bambino che ero. Quello che alzò la mano quando l'allenatore chiese chi volesse andare in porta e fui l'unico a farlo. Quel giorno, sul campo del quartiere, decisi quale sarebbe stata la mia vita, anche se ancora non lo sapevo. Indossai i guanti e la realtà di ciò che potevo raggiungere diventò più grande dei sogni".
Ospina ha poi rivolto un pensiero ai suoi affetti più cari: "Grazie ai miei primi tifosi, mio padre Hernán, mia madre Lucía e mia sorella Daniela. Grazie a Jessi, l'amore che mi sostiene nei momenti difficili e condivide ogni vittoria con me. Grazie ai miei figli, che sono il mio trionfo più grande". Un ringraziamento anche alle squadre che hanno segnato la sua carriera: "Il Nacional, il mio debutto e il mio addio sono stati in verde. Nizza, dove ho capito che l'impegno porta le sue ricompense. Arsenal, luogo di leggende e anche mio. Napoli, una passione che non si spiega, si vive. Al Nassr, che mi ha accolto con esigenze e gioia. Atlas, che ha saputo credere in me".
Infine, il saluto alla Colombia: "Che privilegio e che immenso onore dare tutto per il mio Paese e cantare l'inno nazionale con migliaia di persone". La decisione non è stata semplice, ma il portiere ha spiegato le sue ragioni: "Non me ne vado perché lo voglio, lo faccio perché ascolto il mio corpo che mi parla. Queste parole sono la mia lettera d'addio da calciatore professionista. Non mi arrendo, mi sento grato. È stato un viaggio meraviglioso. Bambino, saprai guidarmi. Tu stai tranquillo, andrò dove mi porterà il sorriso".






