RedBird punta il club di CR7: il fondo controlla già Milan e Tolosa, ma il modello Red Bull è lontano
L’interesse per l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo non sarebbe solo un nuovo investimento per Gerry Cardinale. Per RedBird Capital Partners significherebbe ampliare il proprio ecosistema calcistico, che comprende già Milan e Tolosa, e soprattutto compiere un passo ulteriore verso un modello sempre più diffuso a livello globale, con una particolarità rispetto a esperienze preesitenti.
Da Milan e Tolosa all’Arabia Saudita
RedBird non ha ancora costruito una rete paragonabile a quelle più sviluppate del calcio mondiale. Il riferimento principale resta il City Football Group, che ha partecipazioni in numerosi club distribuiti su più continenti, dal Manchester City al Palermo. Anche l'universo Red Bull ha puntato da tempo sulla presenza in più Paesi. La logica è economica, ma anche sportiva: allargare i mercati di riferimento, condividere competenze e strutture, creare collegamenti sul fronte dello scouting e della valorizzazione dei calciatori.
L’eventuale ingresso nell’Al-Nassr avrebbe, però, caratteristiche molto diverse. RedBird arriverebbe infatti in Arabia Saudita, uno dei mercati sui quali il calcio internazionale ha investito maggiormente negli ultimi anni, e lo farebbe attraverso il club che ha dato il via alla crescita della Saudi Pro League con l’ingaggio del campione portoghese. La logica sportiva, sotto questo punto di vista, sarebbe ben diversa da quella, per dire, di Red Bull, che ha costruito una vera e propria filiera internazionale: difficile immaginare dei ragazzi del Milan, per esempio, che vadano a crescere in Arabia Saudita. L’Al-Nassr, viceversa, rappresenterebbe lo snodo per aggredire il mercato asiatico, ma non per forza in maniera integrata rispetto al piccolo conglomerato già esistente.






