Un problema che la Juve si è costruita da sola. E che si poteva evitare
Paulo Dybala deve rendersi conto del peso della numero 10 della Juventus. Parola di Maurizio Arrivabene, che della Juventus è amministratore delegato. E al fantasista argentino - o in via indiretta al suo agente - ha regalato più di una stoccata nelle ultime settimane. Risultato: il rinnovo, che fino a poco tempo fa sembrava solo da firmare, è ora in altissimo mare. Se non naufragato. Prima e dopo la Supercoppa persa contro l’Inter, la serata di ieri dei bianconeri si è snodata tra la bordata del massimo dirigente - Agnelli permettendo, ça va sans dire - e la notizia proveniente dall’Argentina che Dybala fosse ormai stanco e irritato per il modo in cui la trattativa per il prolungamento è stata condotta.
Un problema che la Juve si è costruita da sola. Che affonda le sue radici ormai in tempi piuttosto lontani. Quelli dell’arrivo di CR7: dopo il feeling iniziale e il Dybaldo, la presenza del portoghese si è rivelata mortifera per il talento dell’argentino. Gli infortuni hanno fatto il resto, ma all’ombra di Ronaldo l’ex Palermo ha faticato a essere protagonista. Soprattutto perché, persino nei momenti migliori, la Juve non lo ha fatto sentire tale. Oggi la questione calda è il rinnovo, ma non molte estati fa Dybala era stato praticamente ceduto in Inghilterra. Ha dovuto puntare i piedi per rimanere a Torino, e poi è stato decisivo per la vittoria dello scudetto successivo. Ma da lì in poi qualcosa sembra essersi rotto: la fiducia è difficile da riconquistare.
Un problema che si poteva evitare. Oggi, lo scenario più verosimile è che Dybala e la Juventus si dicano addio a fine stagione, a parametro zero. Intendiamoci: soluzione più che legittima, da entrambe le parti. Anche a livello societario, la scelta di evitare ricchi rinnovi - con relativo investimento di capitale - e accettare di “perdere” i possibili proventi di una cessione è una strada più che percorribile. È per esempio quella che sta seguendo il Milan. È rischiosa, perché il calcio che abbiamo conosciuto finora non funziona così, ma non è detto che non dia i suoi frutti. L’ideale, però, sarebbe non arrivarci: se i dubbi sul rinnovo di Dybala c’erano da tempo, perché non cercare una cessione - nonostante le difficoltà derivanti dal Covid - prima di arrivare all’inevitabile muro contro muro? E ancora: se le cifre di cui si è parlato - 10 milioni a stagione, più o meno - non sono quelle che la Juve è disposta a mettere sul piatto, perché far filtrare quell’ottimismo esagerato e a questo punto ingiustificato? Tanti punti interrogativi, in una vicenda che deve conoscere ancora il proprio epilogo. Non sembra però che sarà il classico “e vissero felici e contenti”.
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