Vlahovic c'è, manca tutto il resto: ieri è il giocatore che ha ricevuto meno passaggi dai compagni
Dusan Vlahovic ha cambiato la Juventus, ma non abbastanza da portarla oltre gli ottavi di finale di Champions League. Dopo l'esordio da record nella competizione, con tanto di gol nel giro di 32 secondi, il centravanti serbo si è fermato alla traversa colpita nel primo tempo della gara di ieri sera. Nelle pagelle del giorno dopo, è stato l'unico insieme a Szczesny a salvarsi, più o meno. Nel secondo tempo, però, anche lui è diventato un fantasma nel nulla cosmico rappresentato dalla prestazione offensiva della squadra di Allegri. O meglio, una sorta di cattedrale nel deserto.
Ok Vlahovic, ma serve una squadra. I numeri dell'ex Fiorentina, nel complesso, non sono stati entusiasmanti. Ventinove tocchi del pallone, due tiri in porta più quello sulla traversa, un altro colpo lontano dallo specchio del Villarreal. Da questo punto di vista, però, restano comunque i migliori fatti registrare dai bianconeri. E poi c'è da considerare il contesto: quanti cross gli sono arrivati? Pochissimi. Quante volte la Juve ha verticalizzato la propria manovra? Quasi mai. I passaggi ricevuti da Vlahovic dai compagni nel corso della partita sono stati appena ventuno: con Morata - che però ha giocato una decina di minuti in meno considerando il recupero - è il calciatore di movimento che tra i bianconeri ha ricevuto meno palloni dalla squadra tra quelli partiti dall'inizio. Come a dire: Vlahovic c'è, gli serve una squadra intorno.






