Bari, niente fallimento: la Procura rinuncia, cade il presupposto della bancarotta
Il Bari si allontana dal rischio fallimento. La Procura di Bari ha rinunciato alla domanda di liquidazione giudiziale presentata il 7 luglio nei confronti della SSC Bari, dopo la delibera del consiglio di amministrazione di Filmauro che ha assicurato alla società le risorse necessarie per la stagione 2026/27.
La garanzia di Filmauro
Stando a quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, con la memoria di replica depositata venerdì, il club, assistito dal professor Ugo Patroni Griffi e dall'avvocato Mattia Grassani, aveva ribadito che tutti i debiti risultavano pagati. Nello stesso passaggio ha portato all'attenzione dei pm la delibera con la garanzia da 11 milioni, cifra pari al budget del campionato 2026/27. La controllante erogherà i fondi con scadenze precise: 2 milioni entro il 31 ottobre e un milione al mese da novembre a giugno 2027. A questi si aggiungono gli 1,1 milioni già versati il 30 luglio.
Le motivazioni della Procura
Nell'atto di rinuncia, il procuratore Roberto Rossi e gli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza sottolineano che il sostegno finanziario deliberato da Filmauro il 24 settembre "recepisce, nella sostanza e nella forma, le condizioni" poste dalla Procura nel ricorso. L'impegno, precisano, conferma e integra la lettera del 29 luglio 2026 e non è più affidato a una dichiarazione epistolare rinnovata di anno in anno e priva di base deliberativa, ma a un atto dell'organo gestorio della controllante, documentato e con data certa.
I magistrati hanno inoltre evidenziato che Filmauro, con un patrimonio netto di 74 milioni e un utile d'esercizio di 4,2 milioni, ha la capienza necessaria per rispettare gli impegni. Da qui la conclusione: "la continuità aziendale risulta ora presidiata in funzione, e non a spese, della tutela del ceto creditorio".
Riflessi sul fronte penale
La decisione ha conseguenze anche sull'inchiesta. Venendo meno la richiesta di dichiarazione di insolvenza, cadono i presupposti per contestare la bancarotta fraudolenta ad Aurelio e Luigi De Laurentiis, quest'ultimo assistito dall'avvocato Roberto Sisto.






