Dal film al pallone: i fondi di Banca Progetto e il sistema sotto inchiesta
È in un elegante appartamento di via Eustachio Manfredi, nel cuore della Capitale, sede legale della società di produzione cinematografica AU79 Srl, che prende forma una delle operazioni finite oggi sotto la lente delle procure di Roma, Milano e Terni. Attorno allo stesso tavolo siedono Mario Cardarelli e Antonio Scaramuzzino, amministratori della società, l’avvocato Andrea Centofanti e il responsabile vendite di Banca Progetto, Fabrizio Ferrini.
A partire dal 28 novembre 2022, la pratica viene seguita dall’agente monomandatario di Banca Progetto Ida Ruggiero, moglie dello stesso Centofanti, che per l’operazione percepisce una commissione di 43 mila euro, pari al 3% del finanziamento. Nella relazione di proposta commerciale, Ruggiero riferisce di aver discusso con Cardarelli della situazione societaria, del film in produzione e delle dimensioni degli uffici, giudicati “molto grandi e spaziosi”. La stessa agente indica come condizione essenziale l’aumento del capitale sociale della AU79 Srl da 40 mila a 450 mila euro.
Nella documentazione, tuttavia, non vengono segnalate anomalie sotto il profilo antiriciclaggio, né risultano specificati i controlli effettuati. L’iter procede rapidamente: il 15 dicembre 2022 il comitato crediti di Banca Progetto, alla presenza dell’amministratore delegato Paolo Fiorentino, delibera la concessione del finanziamento, anche sulla base del contratto di distribuzione del film I Fratelli Re. Il prestito viene erogato il 23 dicembre 2022.
Secondo quanto emerge da un’informativa della Guardia di Finanza di 152 pagine, depositata presso la Procura di Roma e firmata dai pm Vincenzo Palumbo e Mario Dovinola, l’operazione presenta però numerose criticità. I finanzieri contestano in particolare il ruolo di Ida Ruggiero, che nella relazione sostiene di aver discusso di un film la cui produzione, in realtà, sarebbe iniziata solo successivamente. Viene inoltre rilevata l’omessa segnalazione del conflitto di interessi con il marito Andrea Centofanti, presente all’incontro e successivamente beneficiario di 55 mila euro, e la mancata individuazione del reale dominus della società, individuato dagli inquirenti in Antonio Scaramuzzino.
Le indagini accertano inoltre che il denaro ricevuto da Banca Progetto sarebbe stato utilizzato per finalità diverse da quelle dichiarate: i fondi sarebbero stati trasferiti alla Triestina Calcio Spa tramite Atlas Consulting Srl e ad altre società del gruppo Scaramuzzino, sotto forma di pagamenti e prestiti infragruppo. Parte delle somme sarebbe stata impiegata per il pagamento della parcella di Centofanti.
Nelle carte si fa riferimento anche alla mancata realizzazione del film I Fratelli Re, ancora incompleto a distanza di tre anni dal finanziamento, e al ruolo dei genitori di Alessandro Di Paolo, che avrebbero effettuato un aumento di capitale ritenuto fittizio per 400 mila euro, successivamente trasferiti verso società calcistiche. Un meccanismo che, secondo gli investigatori, si sarebbe ripetuto più volte attraverso diverse società riconducibili alla galassia Scaramuzzino-Di Paolo. Analoghi flussi finanziari emergono anche in un’operazione che coinvolge la Ligea Srl e la Tunnel Srl, con fondi bancari destinati al cinema dirottati verso società editoriali, attività commerciali e club calcistici in difficoltà, tra cui Ternana Calcio Spa.
Sul fronte giudiziario, oltre a Roma e Milano, è attiva anche la Procura di Terni. Proprio oggi si è insediato il nuovo procuratore Antonio Laronga, che nelle prossime settimane potrebbe ricevere esposti sui bilanci delle passate gestioni della Ternana. Gli accertamenti, secondo quanto si apprende, saranno affidati ancora una volta alla Guardia di Finanza.











