Milan-Inter, Andriy Shevchenko è il Re dei bomber di tutti i tempi
Redazione TMW
Ci sono bomber che si accendono sotto le luci dei riflettori più abbaglianti, e poi c’è stato Andriy Shevchenko.
Per sette stagioni, l’attaccante ucraino è stato l’incubo ricorrente della Milano nerazzurra, un predatore implacabile capace di stampare il proprio nome nella leggenda del Derby della Madonnina; quei 14 gol totali, che lo incoronano Re indiscusso dei marcatori della stracittadina milanese, non sono stati un semplice esercizio balistico da campionato, lo Zar ha scritto la sua storia di fuoco e gol ovunque ci fosse un derby ufficiale in palio.
Nato nel 1976 a Dvirkivscyna e cresciuto nel vivaio della Dinamo Kiev sotto la guida del leggendario colonnello Valerij Lobanovskyj, Andriy Shevchenko esplode a livello internazionale alla fine degli anni Novanta.
Nel 1999 il Milan lo porta in Italia, un investimento che si trasforma subito in oro. Con la maglia rossonera l'ucraino vincerà uno Scudetto, una Champions League e il Pallone d'Oro nel 2004, consacrandosi come uno degli attaccanti più completi, rapidi e letali dell'era moderna, prima di chiudere la carriera ad altissimi livelli tra Chelsea e il ritorno a casa nella sua Dinamo.
Il tassello più corposo della sua epopea milanese resta senza dubbio legato alla Serie A, dove ha timbrato il cartellino per 8 volte, firmando doppiette d'autore rimaste scolpite nella pietra.
Come quella del clamoroso 6-0 del maggio 2001 o la rimonta del 4-2 nell'autunno dello stesso anno, ma la vera grandezza di Shevchenko è stata la sua totale democrazia nel castigare i cugini in ogni competizione, alzando i giri del motore proprio quando la pressione si faceva più alta.
Nelle notti magiche d'Europa, quando il derby si è travestito da Champions League, l'ucraino ha spaccato in due la storia della città per 3 volte. Impossibile dimenticare la zampata nella semifinale di ritorno del 2003, quel lampo che mandò il Milan a Manchester a sollevare la coppa dalle grandi orecchie, o il sigillo nei quarti del 2005.
A completare il quadro di un'egemonia totale ci sono le 3 perle in Coppa Italia, a dimostrazione che per lo Zar non esistevano partite di seconda fascia quando di fronte c'era la maglia dell'Inter.
Un cannibale da 14 gol in tre competizioni diverse, i numeri passano, la leggenda di Scheva resta indelebile nella mente e nel cuore di tutti i tifosi del Milan.






