La devozione a Sant'Antonio, e Padova nel destino. Alla scoperta del tecnico Calabro
TMWNon tutti si ricorderanno che, circa 10 anni fa (era l'estate del 2017) Antonio Calabro faceva il suo esordio in Serie B: dopo tre annate, lasciava la Virtus Francavilla per approdare al Carpi, lasciato poi al termine della stagione con l'undicesimo posto in classifica. Il nome del tecnico si lega alla categoria dal momento del suo ritorno nelle stessa, il 9 giugno 2024, quando, dopo 76 anni dall'ultima volta, riporta la Carrarese in cadetteria. Arrivano poi due dodicesimi posti nelle annate seguenti, e il saluto in estate, quando Calabro decide di rimettersi nuovamente in gioco e sposare il progetto Padova: uscire da quella che era divenuta la sua comfort zone, insomma, un passo necessario per spiccare nuovamente il volo.
La devozione a Sant'Antonio, e Padova nel destino.
Chiamato Antonio in onore del santo, ha spesso ripetuto che la città di Padova era in qualche modo nel suo destino, che ha voluto che la firma tra le parti avvenisse il 13 giugno, giorno di Sant'Antonio; se si guarda tutta, la B con la Carrarese fu centrata nella finale playoff contr il Vicenza, acerrimo e storico rivale del Padova. Credente e devoto, fa visita ogni anno al santuario di Padre Pio, nella sua Puglia, ma all'aspetto religioso si unisce anche una sana scaramanzia: a Carrara, per fare un esempio, i giornalisti tenevano le conferenze in piedi, per una coincidenza che vide gli stessi non seduti nella chiacchierata formale anche anticipò la prima vittoria della sua gestione. È comunque molto legato alla sua terra e alla sua famiglia.
Il rischio esonero, poi il lampo di genio. E il coraggio di cambiare
L'annata del Padova è iniziata un po' in chiaroscuro, tanto che nelle scorse settimane il trainer è stato messo in discussione. Ed ecco la svolta, perché quella panchina è troppo importante. Prima il cambio del preparatore atletico, voluto espressamente dall'allenatore, poi il cambio di modulo; un azzardo? No, semplicemente una scelta necessaria. Con il grande equilibrio che lo contraddistingue, non si è perso d'animo, e, per la prima volta, ha schierato un 4-3-2-1 invece del suo amato 3-5-2 e ha arretrato Moro: il risultato è stato sotto gli occhi di tutti. Sono arrivate le vittorie su Avellino e SudTirol, il gol di Capelli dopo circa 260 giorni di digiuno e la prima vittoria con due gol di scarto dopo oltre nove mesi. Agganciata di nuovo la zona playoff, con un ritrovato entusiasmo generale. Questo è il Calabro che ci piace.
La zona d'ombra. Non sua.
Era la notte tra il 22 e il 23 febbraio 2023, e l'auto del trainer, parcheggiata davanti alla sua abitazione, veniva colpita con dei colpi di arma da fuoco. Calabro allenava la Virtus Francavilla, ma della vicenda si è tornati recentemente a parlare perché per il fattaccio sono stati indagati il calciatore Leonardo Perez, accusato di essere il mandante del gesto a causa del poco spazio trovato in squadra, il politico - nonché cognato dell'attaccante - Mauro Vizzino; tutto ancora in corso. Ma Calabro pensa al campo.






