La storia dell'ex Sambenedettese Yaba Thiaw: dalle giovanili del Napoli al Castel di Sangro
Nel calcio ci sono tante storie da raccontare. Una vede protagonista Yaba Thiaw, centrocampista senegalese classe 2005. L'arrivo da ragazzino in Italia, le giovanili al Napoli, i primi impatti con la serie D e la scelta del Castel di Sangro, la favola degli anni '90, dove ha già segnato da cinquanta metri. In esclusiva a Tuttomercatoweb.com, l'ex Sambenedettese racconta il suo percorso in Italia:
"In Italia sono arrivato a quindici anni nel 2020, ho avuto la fortuna che mio zio si fosse già ambientato in Italia e arrivai con lui in aereo. Devo ringraziare l'Italia, non sono stati anni facili ma ho conosciuto tante brave persone che mi hanno accolto a Napoli dove abito tuttora, aiutandomi ad integrarmi. Sono andato subito a scuola ad imparare l'italiano, i primi tempi parlavo in francese con il mio primo allenatore Liguori.
Il Napoli puntò su di me per l'Under 16 grazie al Direttore Grava che aveva molta fiducia sulle mie qualità. Ho seguito un percorso in D: Sambenedettese, Termoli, mezza stagione con l'Acerrana e poi un campionato e mezzo con l'Aversa, collezionando oltre trenta presenze. Sono state belle esperienze che mi hanno aiutato a crescere. Sono un centrocampista al quale piace giocare soprattutto da mezzala ma può giocare anche a due. Mi piace recuperare molti palloni, corro moltissimo, vado ad aggredire gli spazi e trovo anche il goal. In Coppa Italia pochi giorni fa contro l'Aeserna Fraterna ho segnato da cinquanta metri, hanno definito il mio goal "alla Recoba".
La scelta nell'ultima sessione di mercato. "In estate avevo molte richieste, sia in serie D e in Eccellenza, in primis la Fermana, anche in Campania e in Sicilia, ma ho scelto il Castel di Sangro confrontandomi anche con il mio procuratore. Mi hanno convinto le parole del Presidente Di Tora che mi ha fatto capire il suo ambizioso progetto. Il Castel di Sangro ha una grande storia ed è una piazza importante. Mi sono subito trovato molto bene anche con il Direttore Pasquale Marruzzella che ha avuto fiducia in me".
L'importanza della famiglia. "A parte mio zio, tutta la mia famiglia è rimasta in Senegal e mi segue a distanza in ogni squadra dove gioco. Facciamo tante video chiamate, ma di persona non ci vediamo da sei anni. Spero a fine campionato di poterci andare, mesi fa ci ho provato ma non è stato possibile".






