La signora del Tennis, perdiamo la competenza, la grazia e il racconto di Elena Pero
Chiudete gli occhi e ascoltate il silenzio che segue l'impatto pulito di una corda sulla pallina, subito dopo, puntuale, arrivava lei.
Con quel tono pacato, mai sopra le righe, capace di dare un peso specifico a ogni singola parola, oggi quel microfono è rimasto spento.
Elena Pero si è spenta a 60 anni, portando via con sé un pezzo d'anima del giornalismo sportivo e la colonna sonora del grande tennis italiano e internazionale.
Ha lottato a lungo, in silenzio, contro una malattia che non le ha tolto la dignità né la forza di fare quello che amava di più: raccontare il gioco del Tennis.
Fino all’ultimo trionfo di Jannik Sinner sull’erba di Wimbledon, lo scorso luglio, quando la sua voce, stanca ma immensamente fiera, ha sancito la storia.
Dalla scuola di Tommasi al "doppio" con Bertolucci
Cresciuta alla bottega d'arte più esigente, quella di Rino Tommasi ai tempi d'oro di Telepiù, Elena era entrata in redazione nel 1991. In un mondo allora quasi esclusivamente maschile, si era imposta non alzando la voce, ma sfoderando una preparazione enciclopedica, un rigore assoluto e un rispetto sacrale per lo sport.
Per oltre vent'anni ha formato con Paolo Bertolucci un "doppio" televisivo semplicemente perfetto, lei precisione e ritmo, lui l'ironia e la lettura tecnica del campo. Insieme hanno traghettato gli appassionati italiani attraverso l'era dei giganti, Federer, Nadal, Djokovic, fino a sbarcare nella nuova, gloriosa epoca del tennis azzurro.
Paolo Bertolucci ha detto:
"È difficile trovare parole che sappiano rendere giustizia. Impossibile accettare un addio così rapido. La porterò sempre nel cuore."
Il ricordo dei colleghi
La commozione è palpabile nei corridoi di Sky Sport, la casa che ha illustrato per oltre trentacinque anni, il Direttore di testata ne traccia un ritratto che va oltre il semplice ricordo professionale:
"L'esempio di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, è fondamentale per le generazioni future. Vederla lavorare, con passione e cura, era sempre l'occasione per imparare qualcosa".
Nella nota ufficiale con cui l'emittente ha salutato la sua colonna portante, emerge lo spirito indomito di Elena:
"Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L'unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore".
Il tennis perde un punto di riferimento, una pioniera capace di dimostrare che la competenza non ha bisogno di strillare per farsi valere.
Ci resta l'eco delle sue telecronache, un'eredità che rimarrà scolpita nella memoria di chiunque abbia amato questo sport attraverso la sua voce.
Da oggi, Wimbledon e il Foro Italico saranno un po' più silenziosi...e tristi.
Altre notizie Altre Notizie






