Nigeria, Ndidi fa da garante: pagherà i premi partita se il governo ritarderà i bonifici
Alla vigilia del quarto di finale di Coppa d’Africa contro l’Algeria, in programma sabato a Marrakech, la Nigeria ha vissuto ore di forte tensione fuori dal campo. Le Super Eagles avevano infatti minacciato uno sciopero per protestare contro il mancato pagamento dei premi partita, nonostante un percorso impeccabile nel torneo: quattro vittorie su quattro contro Tanzania, Tunisia, Uganda e Mozambico.
La situazione rischiava di degenerare, con i giocatori pronti a sospendere gli allenamenti e a non partire per Marrakech. A spegnere l’incendio è intervenuto prima il governo federale nigeriano, poi il capitano della squadra, Wilfred Ndidi, con un gesto destinato a lasciare il segno. La ministra delle Finanze Doris Uzoka-Anite aveva assicurato ieri che i bonus sarebbero stati versati sui conti dei giocatori tra giovedì e venerdì, spiegando i ritardi con problemi legati alla conversione valutaria. Una promessa che ha rasserenato parzialmente l’ambiente, ma non del tutto.
Determinante, allora, è stata la presa di posizione di Ndidi. Il centrocampista del Besiktas, leader riconosciuto del gruppo, ha garantito ai compagni che avrebbe pagato personalmente le prime qualora le autorità non avessero mantenuto gli impegni entro sabato. Un atto di responsabilità che ha contribuito a ricompattare lo spogliatoio e a riportare l’attenzione esclusivamente sul campo. Grazie a questa doppia garanzia, la Nigeria ha ripreso ad allenarsi regolarmente a due giorni dalla sfida con l’Algeria.











