Come il Leicester di Ranieri, ma al contrario: il Tottenham rischia una clamorosa retrocessione
Notte da incubo per Roberto De Zerbi, che si è ritrovato ancora prima di esordire sulla panchina del Tottenham in piena zona retrocessione. Nominato lo scorso 30 marzo, il tecnico italiano non ha ancora diretto una partita ufficiale, ma la situazione è già critica: la vittoria per 4-0 del West Ham sul Wolverhampton ha fatto scivolare gli Spurs al 18° posto (al momento sarebbero relegati in Championship), un evento che non si verificava da 17 anni a questo punto della stagione.
Domani, nella trasferta contro il Sunderland, De Zerbi farà il suo debutto con una pressione enorme sulle spalle. La squadra londinese è ora a due punti dagli Hammers e lo spettro di una clamorosa retrocessione si fa sempre più concreto. Sarebbe uno degli shock più grandi nella storia della Premier League, paragonabile alle imprese storiche degli "Invincibili" dell’Arsenal nel 2004 o al titolo del Leicester City nel 2016, ma in negativo.
Eppure, le ambizioni a inizio stagione erano ben diverse. Fresco vincitore dell’Europa League appena undici mesi fa, il Tottenham puntava a un piazzamento europeo. I numeri, del resto, parlano chiaro: la rosa vale circa 858 milioni di euro, tra le più costose d’Inghilterra, con investimenti pesanti su giocatori come Xavi Simons, Mohammed Kudus e Conor Gallagher. Anche il monte ingaggi, stimato intorno ai 156 milioni annui, è tra i più alti del campionato. Numeri che rendono ancora più inspiegabile la crisi degli Spurs, considerati la peggior squadra inglese per rapporto tra costi e rendimento. Una eventuale retrocessione avrebbe conseguenze pesantissime, sia sportive che economiche, per un club che ha investito oltre un miliardo nel proprio stadio e che resta tra i più ricchi al mondo.











