Coppa d'Africa, il bollettino delle forze dell'ordine: 13 arresti per le tensioni della finale
La finale tra Senegal e Marocco non ha lasciato strascichi soltanto sul campo. A Rabat, la notte della Coppa d’Africa si è chiusa con una serie di fermi decisi dalle autorità marocchine dopo gli incidenti avvenuti sugli spalti e nelle aree adiacenti al terreno di gioco. Secondo quanto riferito da una fonte giudiziaria all’AFP, la polizia ha arrestato 18 tifosi senegalesi e un sostenitore algerino con l’accusa di coinvolgimento in atti di teppismo.
I cittadini senegalesi sono stati fermati su disposizione della procura per essere interrogati sui disordini avvenuti all’interno dello stadio, mentre il tifoso algerino è sospettato di aver incitato alla violenza. La situazione è degenerata nei minuti finali dei tempi regolamentari, quando – a pochi istanti dal rigore concesso al Marocco – decine di sostenitori hanno tentato di invadere il campo per circa un quarto d’ora, prima di essere respinti da steward e forze dell’ordine. In quell’occasione sono stati lanciati oggetti, compresa almeno una sedia.
Il clima era già incandescente: poco prima, i giocatori del Senegal avevano abbandonato temporaneamente il terreno di gioco in segno di protesta per la decisione arbitrale, salvo poi rientrare. Dopo l’errore dal dischetto di Brahim Diaz, la finale è proseguita fino ai supplementari, dove il gol di Pape Gueye ha consegnato il trofeo ai Leoni di Teranga.
La Procura marocchina, che aveva istituito presidi in tutti gli stadi del torneo, ha inoltre reso noto di aver gestito 152 reati tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, con i tentativi di accesso non autorizzato agli impianti in testa alle violazioni più frequenti. Un bilancio che conferma come l’edizione 2025 resterà ricordata anche per le ombre fuori dal campo.











