Deco torna sul passaggio di Dro al PSG: "Un caso come tanti, l'agente ha accelerato i tempi"
Il debutto nel Classique, il 5-0 all’OM, le prime giocate eleganti sotto gli occhi del Parc des Princes. Dro Fernández ha iniziato così la sua avventura al Paris Saint-Germain, dopo un trasferimento invernale che ha fatto rumore tanto a Parigi quanto a Barcellona. Il giovane trequartista spagnolo, cresciuto nella cantera blaugrana, ha scelto il progetto di Luis Enrique per avere spazio e centralità, lasciandosi alle spalle mesi di tensioni con la dirigenza catalana.
Entrato a gara in corso contro il Marsiglia, Dro ha mostrato personalità e qualità tecniche, confermando perché il PSG abbia deciso di investire su di lui. In zona mista, il giovane non ha nascosto l’emozione: "Mi sento come se fossi qui dall’inizio dell’anno", ha spiegato, sottolineando la volontà di crescere con pazienza e lavoro. A Barcellona, però, il suo addio ha lasciato strascichi. Hansi Flick ha espresso rammarico per la perdita di un talento che considerava pronto per un ruolo più stabile. Più duro il direttore sportivo Deco, che in un’intervista a Sport ha provato a minimizzare il caso: "Passiamo due o tre ore al giorno con i giocatori, ma non siamo nella loro testa. Abbiamo cercato di fare il meglio per Dro in ogni momento. Era un ragazzo che poteva giocare ancora nella squadra giovanile, ma ha trovato spazio in prima squadra perché l’allenatore lo apprezzava. È un caso tra tanti".
Deco ha poi aggiunto un passaggio chiave sul rinnovo mancato: "Aveva una clausola e non siamo riusciti a rinnovare in tempo. Avevamo un accordo con il suo agente per parlarne al compimento dei 18 anni, poi tutto si è accelerato. È il calcio, funziona così".











