"Il calcio è finito per i social e certi geni di internet": Gaucho lascia il Fluminense e si sfoga
"Non dovrei nemmeno dirvelo io, chi parlerà sarà il presidente. Ma tutte queste domande, di certi geni di internet... tanta gente segue questi geni. Poco prima di venire qui, ho presentato le mie dimissioni al presidente". È stata questa l'anticipazione dell'addio che Renato Gaúcho ha dato al Fluminense di fronte alla stampa nella conferenza stampa post-eliminazione dalla Copa Sudamericana dopo l'1-1 con il Lanus di stanotte. Le critiche rivolte dai tifosi al tecnico hanno fatto traboccare il vaso, la pazienza è finita e così la Tricolor dovrà proseguire senza di lui.
"Da ora in poi, ci sarà un altro al mio posto, farete le stesse domande a lui, e voglio vedere quali risposte vi darà. Voglio vedere se metterà in campo la squadra che vuole il tifoso o quella che ha in testa lui", lo sfogo di mister Gaucho. "Ho sempre cercato di fare il meglio possibile per il club, in tutti i sensi, in tutte le competizioni. Purtroppo oggi siamo usciti da una competizione, ma stiamo andando molto bene nel Campionato Brasiliano e molto bene anche nella Coppa del Brasile. Se il Fluminense fosse andato male nel Brasiliano, non me ne sarei andato. Siccome invece sta andando bene, me ne vado per riposare la mente e lasciare che certi geni di internet continuino a parlare di calcio, visto che ne capiscono così tanto".
Insulti e la nomea di "stupido" rifilata dai tifosi del Fluminense a Renato Gaucho negli ultimi minuti del pari con il Lanus lo hanno spinto a salutare: "Oggi nel calcio niente mi sorprende più. Dentro e fuori dal campo. Soprattutto a causa dei social network. Ormai tutti fanno gli allenatori, tutti prendono in mano il telefono e dicono la loro. Alcune persone si lasciano influenzare da chi non capisce nulla. Non tutti, ma molti sui social non capiscono niente di calcio. E chi ci rimette sono gli allenatori, i giocatori. Cosa possiamo fare?", la riflessione posta ai giornalisti presenti. Chiosando: "L’ho detto già un paio di mesi fa e lo ripeto: il calcio è finito, finito a causa dei social network. Sia per i giocatori che per gli allenatori. Ormai è una guerra di critiche. Quando si vince ci sono pochi elogi, ma quando si perde nessuno è bravo, tutti fanno schifo".











