Il governo tedesco è favorevole al boicottaggio del Mondiale: "Ma la decisione è della DFB"
Il governo tedesco ha confermato martedì che spetterà esclusivamente alla Federazione calcistica tedesca (DFB) decidere se partecipare o meno ai Mondiali del 2026, organizzati da Stati Uniti, Canada e Messico. Berlino non intende interferire, lasciando piena autonomia alle istituzioni sportive, dopo le crescenti tensioni legate alle recenti minacce del presidente americano Donald Trump.
"Il governo federale rispetta l’autonomia dello sport. Le decisioni sulla partecipazione o su un eventuale boicottaggio di grandi eventi internazionali competono unicamente alle federazioni sportive competenti, non alla politica", ha dichiarato la segretaria di Stato allo Sport Christiane Schenderlein in una nota inviata all’AFP. La posizione riguarda sia la DFB sia la FIFA, chiamate a valutare la situazione in totale indipendenza.
Negli ultimi giorni, in Germania si sono moltiplicate le voci favorevoli a un boicottaggio del torneo come risposta alle tensioni diplomatiche con Washington, in particolare per le dichiarazioni di Trump sul Groenlandia e per la minaccia di nuove tariffe commerciali contro l’Unione Europea. Alcuni esponenti della CDU, come il deputato Roderich Kiesewetter, hanno affermato di faticare a immaginare una partecipazione europea al Mondiale in caso di escalation politica, mentre Jürgen Hardt ha evocato persino l’ipotesi estrema di un’annullamento del torneo. Anche dall’opposizione arrivano segnali in questa direzione. Il socialdemocratico Sebastian Roloff ha parlato della necessità di una risposta europea unitaria, includendo la possibilità di rinunciare alla competizione. Secondo un sondaggio dell’istituto Insa, il 47% dei tedeschi sarebbe favorevole a un boicottaggio in caso di annessione del Groenlandia da parte degli Stati Uniti.











