Karius: "Dopo Kiev era come se mi fossi ritirato. Poi il Liverpool prese pure Alisson..."
Sono passati quasi otto anni dalla notte di Kiev, ma quella finale di Champions League continua a seguire Loris Karius come un’ombra. Gli errori contro il Real Madrid, costati il trofeo al Liverpool, hanno segnato per sempre la carriera e la memoria del portiere tedesco, che da allora ha difeso le porte di Besiktas, Union Berlino, Newcastle e oggi Schalke 04. Un passato impossibile da cancellare.
"Dopo quell’errore, nella mia testa era come se mi fossi ritirato", ha confessato Karius in un’intervista a The Independent. "Non ho fatto nulla per sette mesi. Sembra drammatico, ma mentalmente mi sentivo fuori dal calcio". Un periodo difficile, segnato da una fiducia crollata, ma anche da momenti di riflessione: "Non sono stati i sei mesi peggiori della mia vita. Ho passato tempo con la famiglia, viaggiato, fatto cose che normalmente non puoi fare. Però volevo tornare a giocare solo se fossi stato coinvolto al 100%".
Il colpo definitivo arrivò nell’estate 2018, quando il Liverpool acquistò Alisson per oltre 60 milioni di euro. "Mi colse di sorpresa, lo lessi sui giornali", racconta Karius. "Nessuno mi avvisò. Mi dissero che non potevano informare 30 giocatori ogni volta che compravano qualcuno. Non ho rancore: Alisson è un grande portiere. Ma forse avrebbero potuto dirmelo prima".
Da lì una carriera a zigzag, tra la Turchia e l’Inghilterra, fino al Newcastle e alla finale di Carabao Cup persa nel 2023. "Mi sono sentito bene lì, anche se ho giocato poco. Eddie Howe si fidava di me, abbiamo avuto un ottimo rapporto". Oggi, a 32 anni, Karius sembra aver ritrovato se stesso allo Schalke 04. Titolare fisso e leader, sogna la promozione in Bundesliga: "Significherebbe tantissimo per tutti. Questo club ci sostiene sempre. Sarebbe una storia bellissima". E una possibile rivincita.











