Laporte svela: "All'Athletic perché l'avevo promesso a mio padre pochi mesi prima di morire"
È stata dura, ma dopo una serie di ostacoli superati in estate, Aymeric Laporte è riuscito a tornare in Europa e a vestire la maglia dell'Athletic Bilbao. Il trasferimento dall'Al Nassr è stata un'operazione complessissima, che ha rischiato di saltare in innumerevoli occasioni, finché ha messo piede nei Paesi Baschi e firmato fino al 2028. "Sì, sono andato in Arabia, ma appena ho avuto l'occasione di tornare in Europa e all'Athletic, l'ho fatto", ha raccontato senza troppi indugi il difensore spagnolo di 31 anni.
"Per me, per la mia famiglia e perché lo avevo promesso a mio padre (scomparso nel 2025, ndr) pochi mesi prima di morire. Eccomi qui", il racconto di Laporte. Rifiutando, peraltro, offerte economiche maggiormente vantaggiose e sempre provenienti da club europei: "L'aspetto economico non è stata la priorità. Avevo squadre che pagavano di più, ma sono in un momento della vita in cui conta molto anche l'aspetto personale. Sarò eternamente grato all'Athletic per quello che ha fatto per me sin da quando ero un ragazzino".
Quando ha deciso di voler tornare a casa: "È stato difficile perché al City stavo bene, anche se nell'ultimo anno volevo giocare di più. Avevo altri due anni di contratto, sarei potuto restare, ma decisi di staccare un po' dalle grandi competizioni europee e dalla Premier. Avevo già vinto molto e volevo scoprire cose nuove", ha spiegato così il centrale naturalizzato spagnolo la scelta di approdare all'Al Nassr. "All'epoca (2023, ndr) c'era già l'opzione Athletic, ma il prezzo richiesto per il mio cartellino era altissimo e il club non poteva permetterselo", il retroscena svelato. Cinque anni e mezzo la prima volta in rojiblancos, nella stagione corrente l'inizio del secondo atto di una storia d'amore con il club basco.










