Liverpool, il ds Hughes: "C'è differenza tra chi è qui da anni e chi come Chiesa è appena arrivato"
La gestione del mercato e quella del campo devono restare su binari distinti. È questo il principio ribadito dal direttore sportivo del Liverpool, Richard Hughes, che ha raccontato il proprio metodo di lavoro e il rapporto con Arne Slot nel podcast The Reds Roundtable.
“Fondamentalmente, entrambe le parti sono concordi nel ritenere che tutto ciò che riguarda la giornata della partita, la scelta della squadra, le tattiche, sia sempre di competenza del manager o dell’allenatore. Quello è il loro dominio. È molto importante non entrarci”, ha spiegato Hughes. E ancora: “Certo che parliamo di calcio e di prestazioni, ma lascio sempre che sia Slot a guidare la questione… aspettare sempre il momento giusto per condividere queste cose è fondamentale”.
Il dirigente ha poi toccato il tema dei nuovi acquisti, alcuni dei quali hanno avuto bisogno di tempo per ambientarsi in Premier League: “Bisogna cercare costantemente di aiutare le persone fuori dal campo nel loro adattamento. È normale che i giovani che arrivano da un altro Paese impieghino tempo: il calcio è diverso, l’ambiente pure”. L’obiettivo, però, è accompagnarli senza soffocarli: “Vuoi essere lì per sostenerli e lasciarli trovare la propria strada”.
Hughes difende le scelte estive: “Tutti questi giocatori sono qui per un’ottima ragione… siamo stati molto contenti di quello che abbiamo fatto quest’estate”. E conclude: “Finché i giocatori sono quelli giusti, le prestazioni arriveranno. Ma non bisogna dimenticare chi è già qui da anni o Federico Chiesa, che è al club da un solo anno”











