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Marie-Louise Eta guida l'Union ancora per 4 gare: "In estate allenerò la squadra femminile"

Marie-Louise Eta guida l'Union ancora per 4 gare: "In estate allenerò la squadra femminile"TUTTO mercato WEB
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 10:22Calcio estero
Yvonne Alessandro

La prima allenatrice donna nella storia della Bundesliga e delle massime cinque leghe d'Europa, Marie-Louise Eta, si è raccontata in un'intervista a Sky Sports DE e ha confermato le motivazioni che l'hanno spinta - insieme al presidente Dirk Zingler - ad accettare l'incarico di guidare l'Union Berlino solamente fino al termine della stagione di Bundesliga. Al momento all'undicesimo posto in classifica con 32 punti, distanti 8 lunghezze dalla zona calda, mentre a -6 si trova la zona spareggio. L'obiettivo stagionale da raggiungere, ovviamente, è la salvezza.

"Cerco di svolgere questo compito nel miglior modo possibile; dopodiché, do per scontato che a partire dall'estate assumerò la guida della squadra femminile. Per questo motivo non mi preoccupo affatto di tutto il resto". Infatti, come già anticipato dal numero uno dell'Union Berlino, Eta rimarrà in panchina per le ultime 4 partite di campionato, dopodiché prenderà in mano la compagine femminile, per non venire meno a previ accordi con la società tedesca.

La sua nomina, tuttavia, ha generato parecchio rumore e aperto dibattiti, per un momento storico nel calcio europeo: "Comprendo perfettamente che, a livello sociale e pubblico, questo sia un tema che suscita grande interesse. Per me, tuttavia, non ha mai giocato un ruolo fondamentale. Già due o tre anni fa l'attenzione, soprattutto mediatica, era piuttosto alta per quanto stava accadendo. Ora quest'onda è cresciuta ulteriormente. È bello se tutto ciò può avere un effetto di risonanza a livello sociale e se, grazie a questo, si aprirà qualche porta in più", ha riconosciuto Eta.

"Magari giovani ragazze e donne ne trarranno ispirazione, così come le persone in generale, capendo che molto di ciò che a volte sembra impossibile è invece realizzabile. Ma il mio obiettivo non è mai stato questo", ha precisato la 34enne originaria di Dresda. "A me interessa il calcio, il lavoro con i ragazzi e con lo staff; mi interessa concentrarci sul nostro compito, migliorare passo dopo passo e ottenere il massimo successo possibile".

"Come ho detto: da un lato c'è il gioco del calcio, che amo fin da piccola", ha proseguito nel raccontarsi. "Allo stesso tempo, amo questo lavoro perché si è a contatto con le persone, perché l'obiettivo è crescere, collaborare e perseguire un traguardo comune. Questo mi dà estrema gioia, così come non vedere l'atleta solo come un giocatore, ma conoscerlo come persona. Ho un grande interesse per gli esseri umani", la forza dell'empatia sottolineata da Eta. "Mi interessa sapere cosa li occupi e come riuscire a entrare in sintonia con il singolo. C'è chi ha bisogno di un certo tipo di approccio, chi di un altro. Non si può trattare o motivare tutti allo stesso modo. È proprio questo che rende il mio lavoro così stimolante e bello".

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