Nuova bufera su Infantino: la Fifa ha pagato tasse per 3,6 milioni a carico del presidente
Nuovo caso intorno a Gianni Infantino. Secondo un'inchiesta congiunta di Le Monde e New York Times, la FIFA avrebbe sostenuto integralmente le imposte statunitensi del proprio presidente tra il 2024 e il 2026, per una cifra complessiva stimata intorno ai 3,6 milioni di euro. Il beneficio sarebbe stato inserito in un meccanismo di perequazione fiscale inizialmente pensato per i dipendenti della Federazione trasferiti negli Stati Uniti in vista dei Mondiali del 2026. Stando alla ricostruzione, l'estensione della misura a Infantino sarebbe stata approvata durante una riunione a porte chiuse nel 2024 senza essere successivamente formalizzata nella documentazione ufficiale della FIFA.
Il ruolo di Bruno Chiomento e i privilegi contestati
A proporre la misura sarebbe stato Bruno Chiomento, presidente del Comitato indipendente per la governance, l'audit e la conformità e collaboratore di Infantino da circa vent'anni. Anche la posizione dello stesso Chiomento finisce al centro dell'inchiesta: l'avvocato avrebbe beneficiato di diversi privilegi, tra cui un pass per assistere a tutte le partite dell'ultimo Mondiale e un compenso annuo di 250.000 franchi svizzeri, mentre gli altri componenti del comitato sarebbero remunerati in dollari.
Le rivelazioni alla vigilia della corsa alla presidenza FIFA
La vicenda assume particolare rilevanza anche per le tempistiche. Le rivelazioni arrivano infatti mentre la FIFA si avvicina alle elezioni presidenziali previste per marzo 2027. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 18 novembre, rendendo l'inchiesta sulle condizioni economiche e fiscali riconosciute a Infantino un nuovo tema destinato ad accompagnare le prossime settimane della Federazione internazionale.






