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"Se arbitra una donna è tutto inutile". Gustavo Marques squalificato per 12 partite

"Se arbitra una donna è tutto inutile". Gustavo Marques squalificato per 12 partiteTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 23:12Calcio estero
Michele Pavese

Il calcio brasiliano prova a dare un segnale forte contro il sessismo. Il Tribunale di Giustizia Sportiva dello stato di San Paolo ha infatti deciso di squalificare per dodici partite il difensore del Red Bull Bragantino, Gustavo Marques, per alcune dichiarazioni considerate discriminatorie nei confronti dell’arbitra Daiane Muniz.

L’episodio risale alla sfida dei quarti di finale del Campeonato Paulista tra il Bragantino e il São Paulo FC, conclusa con la vittoria dei paulisti per 2-1 e la conseguente eliminazione della squadra di Bragança. Marques aveva segnato il gol della speranza per i suoi al 72’, ma al termine della partita aveva puntato il dito contro la direzione arbitrale, contestando apertamente la scelta di affidare la gara a una donna. In un’intervista a TNT Sports Brasil, il difensore aveva dichiarato: "Non serve a nulla affrontare squadre come San Paolo, Palmeiras o Corinthians se poi mettono una donna ad arbitrare una partita di questo livello". Parole che hanno immediatamente scatenato forti polemiche e numerose condanne nel mondo del calcio brasiliano.

Il tribunale sportivo ha basato la propria decisione sugli articoli 243-F e 243-G del Codice brasiliano di giustizia sportiva, che puniscono le offese all’onore e gli atti discriminatori. Con il passare dei giorni, lo stesso giocatore ha ammesso l’errore e ha chiesto scusa pubblicamente: "Ho detto cose che non avrei dovuto dire in quel momento. Sto male e sono triste. Mia moglie e mia madre mi hanno già rimproverato. Sono qui per chiedere perdono a tutte le donne".

Anche il club è intervenuto con una sanzione interna: il Red Bull Bragantino ha inflitto a Marques una multa pari al 50% dello stipendio, escludendolo inoltre dalla convocazione per la partita successiva. La somma raccolta è stata donata alla ONG Rendar, associazione che sostiene donne in condizioni di vulnerabilità nella regione di Bragança.

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