Allegri vuole evitare cali di tensione a Cagliari. Senza Morata dentro Arthur e Rabiot torna largo
Il rischio che la gara persa contro l’Inter possa aver fatto mollare dal punto di vista della concentrazione la squadra, sfumato il sogno scudetto, è esattamente tutto quello che Massimiliano Allegri vuole evitare nella trasferta di questa sera a Cagliari contro i rossoblu allenati da Walter Mazzarri. “È una partita complicata, - ha aperto così la conferenza stampa di vigilia l’allenatore della Juventus, - giocare a Cagliari è sempre difficile e loro vengono anche da una brutta sconfitta. Sono una squadra fisica che alza molto la palla, secondo me viene fuori una brutta partita tecnicamente. Dobbiamo essere consci di questo, per noi contano tanto i tre punti, non bisogna perdere di vista il nostro obiettivo perché abbiamo la Roma a cinque punti. Partite a Cagliari dove vinci facile non ne ho mai viste o giocate, sia col Milan che con la Juventus. Dipende soprattutto dall'aspetto mentale con cui affrontiamo la partita”.
Allegri alza la voce: vietati cali di tensione.
Mollare l’attenzione in questo momento vorrebbe dire complicare nuovamente la corsa a uno dei quattro posti che valgono la Champions League della prossima stagione. Il vantaggio sulla Roma inseguitrice permette una gestione serena, ma allo stesso tempo Allegri vuole evitare ogni tipo di calo di tensione. Per questo, anche davanti ai microfoni, ha voluto ribadire, con forza, l’importanza della trasferta sarda per reagire immediatamente alla botta nerazzurra: “Non possiamo ridurci a rischiare che la Roma si avvicini. Indipendentemente dalla partita che verrà fuori dobbiamo calarci nella realtà della gara perché il risultato è troppo importante. Sarà una partita complicata perché nel giro di una settimana si rischia di passare da lottare per lo scudetto ad avere la Roma vicina”. Poi un passaggio, sul rischio di accontentarsi che, a sette giornate dalla fine, e con un progetto appena partito di una squadra in formazione, può diventare pericoloso: “I complimenti non servono a niente. Poi questa roba dei complimenti mi dà fastidio, perché poi si trovano alibi. Altrimenti diventiamo la squadra che si accontenta dei complimenti, che trova alibi o altro. Non ci devono essere alibi o complimenti, ci devono essere solo vittorie”.
Senza Morata dentro Arthur e Rabiot torna sull’esterno: in rifinitura la scelta definitiva.
Così le scelte di formazione diventano decisive per approcciare alla sfida nel migliore dei modi e, ancora una volta, tocca fare la conta di quelli a disposizione. Niente Locatelli che si è aggiunto agli infortunati McKennie, Chiesa e Kaio Jorge, niente Morata e De Sciglio squalificati. Bonucci verso la panchina con Chiellini provato ancora dall’inizio e Pellegrini sulla sinistra, poi il dubbio più grande della sostituzione dell’attaccante spagnolo. Nei test di ieri né Bernardeschi né Kean ma Arthur in mezzo al campo con Rabiot sull’esterno, con la composizione tattica che può virare verso un 3-5-2 formando una mediana centrale a tre: sugli esterni Cuadrado e Pellegrini, ex di giornata, davanti il tandem Dybala-Vlahovic. Questa volta Allegri si augura che, oltre alla prestazione, arrivino anche gol e vittoria.






